Stefano Donno on twitter

venerdì 15 dicembre 2017

live long and prosper

A Natale noi de I Quaderni del Bardo Edizioni non vogliamo …















Non vogliamo porti davanti a dubbi amletici di alcun tipo, ma sappiamo che è un fatto: alcuni di noi hanno sviluppato una forte idiosincrasia al Natale e vivono dicembre stringendo i denti e la cinghia, aspettando fiduciosi l’arrivo della Befana (che tutte le Feste si porta via, urrà!), mentre altri ascolterebbero “Jingle bells” sorseggiando dell’ottimo spumante 365 giorni all’anno.
Su http://www.iquadernidelbardoedizioni.it/  troverai  il modo di essere altro, di essere altrove, di  essere oltre! Buona lettura con i nostri libri

2 Works for You Friday Morning Weather Forecast

BAGYONG URDUHA NANALASA SA VISAYAS LATEST PAGASA WEATHER FORECAST 12/15/17

Evelyn Taft's Weather Forecast (Dec. 14)

Il meteo di domani, 16 dicembre...

Capone & BungtBangt Ft. Solis String Quartet, Gnut - Case fracassate

Tendenza METEO 18-21 dicembre

Eminem - Walk On Water (Lyric Video) ft. Beyoncé

Tokyo Ghoul: Il Film (Trailer)

Alfano si ritira, il suo partito si divide

Restored and ready to drive: Porsche Museum showcases its oldest 911 for...

Ferdinand | Fate spazio a Ferdinand! spot HD | 20th Century Fox 2017

LOREDANA BERTÈ “MIO PADRE ERA UN BASTARDO"

A Torino c'è BOW

La danzatrice di Izu di Yasunari Kawabata. Traduttore: G. M. Follaco. Curatore: G. Amitrano (Adelphi)



La danzatrice di Izu non è una vera love story, ma evoca una situazione tanto universale quanto vaga e difficile da descrivere: il passaggio, nella giovinezza, di una possibilità che accende l'immaginazione senza realizzarsi. Dalla postfazione di Giorgio Amitrano
«La danzatrice, che giaceva proprio lì ai miei piedi, arrossì e si coprì il viso con le mani. Divideva il futon con una delle ragazze più grandi. Era ancora truccata dalla sera prima. Le restavano tracce di rosso sulle labbra e intorno agli occhi. vederla appena svegliata, e così emozionata, mi diede una strana tenerezza. Forse infastidita dalla luce, si girò dall'altra parte, quindi, con le mani sempre sul viso, scivolò fuori dal futon e si sedette sul pavimento del corridoio. "Grazie per ieri sera" disse, poi si inchinò con delicatezza verso di me, che ero ancora in piedi, confondendomi.»
Scritto nel 1926 e divenuto a partire dal dopoguerra immensamente popolare, "La danzatrice di Izu" è la storia dell'iniziazione di uno studente che, per scacciare i suoi «tormenti di ventenne», si mette in viaggio verso la penisola di Izu. Un viaggio - nei colori autunnali di boschi incontaminati, catene montuose e scoscese vallate - che lo segnerà per sempre, giacché, grazie all'incontro con una giovane artista girovaga, scoprirà la pura bellezza. Kaoru ha lunghe gambe che rendono il suo corpo simile a un giovane albero di paulonia, occhi magnifici, e quando ride pare che sbocci: ma soprattutto colpisce in lei la semplicità piena di stupore, il candore infantile nel mettere a nudo i sentimenti. Effimera, evanescente, ineffabile nella sua assoluta naturalezza, la bellezza è dunque - come ci rivelano due magnifiche conferenze del 1969 che costituiscono il secondo pannello di questo libro - 'ichigo ichie', cioè incontro unico e irripetibile, miracolosa combinazione di elementi insostituibili: come il prezioso tè che viene raccolto nella prefettura di Shizuoka la ottantottesima notte dopo l'inizio della primavera, capace di regalare eterna giovinezza, lunga vita e salute. Scoprire e registrare fugaci momenti di bellezza nell'arte, nella natura, nella vita di ogni giorno, e insieme la gioia e il dolore che suscita la sua impermanenza è precisamente, per Kawabata, la funzione della letteratura giapponese.

Quel romanzo breve che dalle Alpi di Cuneo abbraccia l’intero arco alpino

“L’altra Montagna” di Gabriele Gallo è tra le ultime opere pubblicate dal compianto Tommaso Labranca e racconta la vita di chi resiste sulle Terre Alte, nonostante tutto. Un’ottantina di pagine inserite nel maneggevole formato della vecchia BUR 10*15cm. Un libricino di veloce lettura, insomma, uno schizzo sulla quotidianità alpina di oggi. Un romanzo verosimile sporcato da un linguaggio giornalistico, che intende stimolare la riflessione sulla moderna concezione di montagna. Gabriele Gallo, in effetti, è un giornalista trentunenne che nella vita si occupa proprio di cultura montana, abile a miscelare la dimensione narrativa con quella autobiografica e documentaristica. Dalle vallate della provincia di Cuneo è così nato un prezioso volumetto che abbraccia la dimensione delle Terre Alte in generale, raccontando le difficoltà, le paure e le amarezze dei montanari di oggi. L’opera, giunta alla sua seconda ristampa, ha gareggiato pochi mesi fa al premio Leggimontagna 2017 (che ha visto trionfare ancora una volta Paolo Cognetti con “Le Otto Montagne”) ed è distribuita dalla micro-casa editrice milanese 20090, fondata dal compianto Tommaso Labranca, eclettico intellettuale tra i più interessanti degli ultimi decenni. Lo stesso Labranca, a proposito del lavoro di Gallo, disse: “Mi ha fin da subito colpito per brevità, precisione e incisività. Non a caso gli spedii una bozza di impaginazione appena quattro ore dopo aver ricevuto la proposta”. Detto da lui, forse, c’è davvero da fidarsi per un regalo di Natale che profuma di montagna, ottimismo e originalità.

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mercoledì 13 dicembre 2017

live long and prosper

Il meteo di domani, 14 dicembre...

Prévisions Météo-France du 13 au 15 décembre 2017

2 Works for You Wednesday Morning Weather Forecast

Songhoy Blues - Sahara (Official Music Video)

Google - Year In Search 2017

Salvatore Aranzulla improvvisa 5 tutorial a Radio DEEJAY

EMANUELE FILIBERTO POCO FA È ARRIVATA LA NOTIZIA

Chiamami col tuo nome di Luca Guadagnino | Trailer Italiano con Armie Ha...

I MIGLIORI SMARTPHONE ECONOMICI | GUIDA ACQUISTO #NATALE 2017

Presidente Temer participa da posse da diretoria da CNA

Roberto Shambhu oltre il sogno

Ho finalmente capito l'Italia. Piccolo trattato ad uso degli stranieri (e degli italiani) di Philippe Daverio (Rizzoli)



Un nuovo libro di Philippe Daverio. Pregi e difetti del nostro amato paese. Per quale motivo gli Italiani sono così diversi dagli altri cittadini d’oltralpe? Con questa “autobiografia di un alsaziano che riscopre le proprie origini lombarde” Philippe Daverio cerca di spiegare il nostro Paese a tutti gli stranieri che ci osservano stupiti, ma anche probabilmente a molti italiani. Il testo su articola su dicotomie come il concetto di “campanile” e quello di “Heimat”, di “principe” e di “re”, racconta come ci ha formato la mente la frequenza dei terremoti, la presenza del Papato, la lingua italiana e molte altre particolarità osservate attraverso i suoi occhiali di cittadino europeo per nascita e per vocazione. Una lettura della realtà attuale a più livelli, divertente e piena di spunti inediti, che, anche attraverso il percorso delle immagini, parte dalla conoscenza della storia, della storia dell’arte e della linguistica di un autore che si autodefinisce “antropologo culturale”.

Macro pop 2