Stefano Donno on twitter

sabato 31 maggio 2008

Gilles Ortlieb, Piccolo Ducato di Lussemburgo, Convivium























Non dispongo di informazioni sufficienti su quello che accade a livello poetico in alcuni paesi europei, figuriamoci poi arrivare a sapere quali canti per-versi agitano le acque di un piccolo paese come il Lussemburgo. Ad ogni modo la raccolta che da poco mi è giunta tra le mani, grazie all'intermediazione attenta e fattiva di una brava traduttrice come Serenella Pirotta, di Gilles Ortlieb "Piccolo Ducato di Lussemburgo" (Convivium - www.convivium.lu), mi sembra abbastanza interessante. Prima di tutto perchè da quello che ho letto instilla da subito una sana curiosità di conoscere questa nazione, le sue città, le sue tradizioni, e i colori. Poi questo poeta ha una peculiarità nel ritmo e respiro della poesia, che in maniera quasi maniacale si trasforma in enumerazione ed elencazione di situazioni e oggetti della quotidianità, che parlano di uno spazio-tempo intimo e nostalgico fatto di separazioni, amori e un fortissimo desiderio di guardarsi attorno per parlare di un mondo che ogni giorno ci portiamo in tasca. Spesso in Gilles Ortlieb la fa da padrone quello sguardo un pò in bianco e nero, da straniero....

Un vecchio uomo pensoso, proteso
ai piedi della scarpata della ferrovia,
appena dopo la stazione di Mondelange.
Soltanto questo: il vecchio uomo
della scarpata, prima di Hagondange

giovedì 29 maggio 2008

INTERMUNDIA 2008














Roma: Dal 28 al 30 maggio torna a Piazza Vittorio, nei Giardini Nicola
Calipari, la Festa dell'Intercultura, promossa dal Comune di Roma -
Assessorato alle Politiche Educative e Scolastiche.
Intermundia compie 11 anni. Il programma, articolato in 3 giorni, è
caratterizzato soprattutto dalla partecipazione di circa cento scuole
della capitale che presentano i loro spettacoli sui temi dell'intercultura.
Molti gli stand delle associazioni e ONG, con numerosi operatori ed
esperti che gestiscono seminari, mostre, laboratori per bambini e
adulti. E tanti gli artisti, i gruppi musicali, gli scrittori, i
fotografi che partecipano a spettacoli, presentazioni di libri,
laboratori creativi.
La scorsa edizione ha visto la partecipazione di oltre 30mila persone,
di cui circa 4mila erano bambini e ragazzi.
Il programma di Intermundia prevede: le mattine dedicate agli spettacoli
delle scuole, i pomeriggi ai laboratori e seminari per piccoli e grandi,
l'ora del tramonto a presentazioni di scrittori di letteratura migrante
e a brevi spettacoli di giovani artisti, le sere, che vedono anche la
possibilità di una cena al ristorante multietnico, ai concerti con
gruppi provenienti da tutto il mondo.

Ogni giorno dalle 9,30 alle 12,30 si terranno le performance delle
scuole; dalle 10 alle 21 sarà aperto lo Spazio lettura e giochi dal
mondo a cura delle Biblioteche; dalle 11,30 alle 16,30 si terranno i
Percorsi interetnici; dalle 15 alle 17 i laboratori di Creatmundia.
Non meno ricco il programma per gli adulti che inizierà alle 17,00 con
"Curiosi dell'educazione" laboratori e i seminari gestiti dalle Ong ed
Associazioni presenti a Intermundia. Dalle 17,00 alle 18,00 "La Canzone
Romana". Alle 19,00 seguirà "Lettere Migranti e Suoni del Tramonto",
incontri con autori stranieri che vivono e scrivono in Italia e in
italiano. Il tema della rassegna di quest'anno, che avrà come
protagonisti Karim Metref (Algeria) il 28 maggio, Milton Fernandez
(Uruguay) il 29 maggio e Mihai Mircea Butcovan (Romania-Italia), il 29
maggio, sarà "Diritti umani e dialogo interculturale".
Infine alle 21,00 il concerto finale di ciascuna serata: toccherà alla
splendida voce capoverdiana di Mariana Ramos (Capoverde) aprire le danze
il 28 maggio; il 29 maggio sarà la volta di "CAPOEIRA DI SOLUNA con
MESTRE PUDIM e RATINHO" (Brasile), maestri di una delle danze più
affascinanti del mondo; il 30 maggio saluterà il pubblico nell'ultima
serata del festival una delle formazioni più acclamate nel panorama
continentale della world music: l'eccezionale FANFARA TIRANA
(Albania-Italia) in "Albanian Wedding & Brass Explosion".

Direzione Artistica ERASMO TREGLIA
Organizzazione FINISTERRE
Ingresso LIBERO E GRATUITO
Info Line: 06.671070200


INTERMUNDIA 2008
FESTA DELL'INTERCULTURA

Mercoledì 28 maggio
19,00 - 20,45 LETTERE MIGRANTI E CONCERTI DEL TRAMONTO
"Tagliato per l'esilio". Incontro con Karim Metref (Algeria)
"La lingua dei Griot". Musica tradizionale con Trio Ismaila 'Mbaye (Senegal)

21,00 CONCERTO DI APERTURA
MARIANA RAMOS "Festa di Morna" (Capoverde)

Giovedì 29 maggio
19,00 - 20,45 LETTERE MIGRANTI E CONCERTI DEL TRAMONTO
"L'Argonauta". Incontro con Milton Fernandez (Uruguay)
"Cafè Aman". Musica tradizionale con Trio Rebetiko (Grecia)

21,00 CONCERTO
CAPOEIRA DI SOLUNA con MESTRE PUDIM e RATINHO "Le Danze Acrobatiche di
Oxòssi" (Brasile)

Venerdì 30 maggio
19,00 - 20,45 LETTERE MIGRANTI E CONCERTI DEL TRAMONTO
"Allunaggio di un immigrato innamorato"(Besa editrice). Incontro con Mihai Mircea
Butcovan (Romania-Italia)
"Suoni da un matrimonio". Musica tradizionale con Famiglia Namol (Romania)

21,00 GRAN CONCERTO DI CHIUSURA
FANFARA TIRANA "Albanian Wedding & Brass Explosion" (Albania)





fonte iconografica www.scuolazzurra.it

mercoledì 28 maggio 2008

Dell’Amore, della Morte, per la vita: l’esordio poetico di Caterina Stasi


La scelta di seguire l’impervio sentiero della Poesia, non è da tutti oggi, anche perché chi si cimenta con i versi sa che ha tutto da perdere. Mi spiego meglio. La grande quantità di attori che credono di partecipare alle sacre nozze del furore poetico, sono tanti, tantissimi, troppi, ed in questo universo fatto di numerosissime zone d’ombra, difficilmente anche l’occhio più sensibile, l’orecchio più allenato a cogliere il ritmo giusto che certifica la bontà della costruzione poetica, non bastano più nemmeno ad apprezzare qualche buon esordio, che di tanto in tanto sbuca come da un cilindro magico dal sottobosco, dall’underground del mondo delle lettere. Una volta che si decide di investire su se stessi, confezionando editorialmente un prodotto che annuncia l’ingresso ufficiale del novello poeta nell’agone delle presentazioni, delle recensioni, dei readings, bisogna mettere in conto che tutti gli sforzi possibili, tutte le energie messe in campo possono solo costruire un inizio, ribadisco, solo un inizio che getta le basi per una dimensione di azione poetica che va dallo scoramento, alla sconfitta, all’assoluto passare sotto silenzio. Bisogna avere fegato, resistere ai lunghi giorni di silenzio, alle mancate risposte, agli applausi negati, alle battutine di circostanza, alle frecciatine velenose, e a tutta una sequela di elementi più o meno piacevoli che descrivono dermograficamente un paesaggio antropico, quello dei poeti e degli scrittori, il più delle volte fatto di meschinità e bassezze, che neanche nella peggiore delle bettole si potrebbe avere la fortuna di osservare. Talvolta il peccato di superbia, e un Io smisurato portano ad una sorta di museificazione e cristallizazione di ottimi talenti che potrebbero davvero donare tanto al popolo della Poesia. Il mio non è un “j’accuse” gratuito, ma sono convinto che con umiltà e tanto esercizio, e pratica con la parola, quella letta, ascoltata, scritta si possa costruire il genio. Non genio e sregolatezza, ma ordine, disciplina e metodo, caratteristiche quasi zen, ma fondamentali per chi vuole, fortissimamente vuole diventare uno scrittore, un poeta. E di coraggio, e grande generosità d’animo, è fatto l’esordio poetico di Caterina Stasi, una giovane amante della Poesia, disposta per questo suo amore, a volere tutto a sacrificare tutto, ma non per sempre (come avrebbe detto Gurdjieff). Già, perché Caterina Stasi è convinta che niente e nessuno potrà fermarla in questa sua missione, è disposta ad aspettare calma e silenziosa il cadavere del suo nemico (la sua terra natale – utero onirico - , i ricordi, quell’incompiuto che grava come un macigno sul suo destino), è aperta ad ogni evenienza, anche al rischio che la sua poesia le lasci qualche cicatrice di troppo. Questa donna sa lucidamente che l’avventura intrapresa sarà difficile, perché troppe circostanze e cattiverie cercheranno di minare la purezza dell’intenzione. Nonostante questo, con caparbietà, non finirà di cercare un suo scopo, un nuovo viaggio da intraprendere, nuovi avversari da sconfiggere (la mediocrità dilagante, la palude stagnante della quotidianità) perché ogni mattina al suo risveglio, il viso riflesso sullo specchio sarà quello di una persona integra, che non ha scheletri nell’armadio, onesta, trasparente, luminosa. “… bambolina mia,la tua favola è sempre la stessa/ baciami e dormi e al tuo risveglio/ saremo di nuovo lontane” (Gallipoli in fine adolescenza). E ancora: “ … e se potessi cancellerei oggi/ con un gesto/ intere città e molti visi mediocri/ che invece posso solo augurarmi di non sognare stanotte” (Groviglio). La poesia di Caterina Stasi è un viaggio senza meta, dove i venti della scrittura soffiano all’improvviso a volte con la furia di un uragano, a volte come respiri mozzi, quasi strozzati da grandi lutti. Attimi che racchiudono anni, mesi, giorni, in un gioco di voci, che provengono da lontano, dai luoghi più segreti della propria anima. Ed ecco che la Stasi arriva ad ascoltare la notte, a far parlare il silenzio, a divenire battito, a sentire il brivido di un incontro. Ma ad ogni modo una poesia d’esordio, che si misura con le cose, quelle alla portata di mano, di noi tutti comuni mortali, oggetti e concretezze che più di qualche volta ci salvano la vita, come quando si è presi dalla smania di qualcosa di dolce, la seduzione vellutata di una mousse – perché no! - , o dal voler sentire sulla propria pelle un profumo, una fragranza particolare, non importa che sia un Acqua di Giò, o un Dolce e Gabbana, l’importante che ci avvolga come in un tenero abbraccio. Il prendersi cura di sé per Caterina Stasi, è un prendersi cura della Poesia, di cui sa già che crescerà come una serpe in seno. “ … questa stagione durata un bagnoschiuma …”; “… esiste un abbraccio completo più di litri d’acqua/ esiste dunque il conforto ed ha un altro odore…” (Quanto dura l’inverno); “ … In un giorno di perfezione si muore/ ogni tramonto a suggerirtelo” (Si muore). Caterina Stasi vuole tutto, sacrificherà tutto, ma lo so … non sarà per sempre!



Caterina Stasi, "Cunicoli di vento", collana Costellazione, Besa editrice (Nardò), pp.56. costo 8,00 euro.

fonte iconografica www.nait.it

giovedì 22 maggio 2008

Luciano Pagano tra i primi dieci a Subway 2008

















“Argomenti inediti per una selezione che finalmente si interessa alla realtà
includendo puntate lievi come «Testimone mancato » di Luciano Pagano.”

Alessandro Beretta, Corriere della Sera.it, ViviMilano


Il racconto di Luciano Pagano intitolato “Testimone mancato” è risultato tra i dieci vincitori di Subway Letteratura 2008. Pepa Cerutti ha firmato l’introduzione e Massimo Dezzani è l’autore della bella copertina ‘al tratto’

mercoledì 21 maggio 2008

MULTICULTURITA SUMMER JAZZ FESTIVAL 2008
























MULTICULTURITA SUMMER JAZZ FESTIVAL 2008
RASSEGNA MUSICALE a cura
dell’ ASSOCIAZIONE MULTICULTURITA

Jazz a tutto tondo per la 6°edizione del Multiculturita Summer Jazz Festival 2008
21 luglio: Kekko Fornarelli “Petruccianism” Quartet
22 luglio:The Manhattan Transfer
23 luglio:Lino Patruno & Jazz Moments
24 luglio: Marcus Miller Band.

Dallo swing al funk per la 6° edizione del Multiculturita Summer Jazz Festival 2008, la rassegna che, come ogni anno, si celebrerà a Capurso, comune situato a pochi chilometri da Bari, a cura dall’Associazione Multiculturita, con la direzione artistica di Michele Laricchia e con il contributo della Regione Puglia, della Provincia di Bari e dell’Amministrazione del Comune di Capurso nonchè il supporto promozionale di Jazzitalia.
Quattro avvincenti ed esclusive serate, dal 21 al 24 luglio, che vedranno impegnati alcuni tra i migliori musicisti della scena jazzistica mondiale.
Si apre il 21 luglio, come è consuetudine del Multiculturita, sempre attento a dar voce ai jazzisti pugliesi, con la presentazione del nuovo lavoro discografico del pianista barese Kekko Fornarelli: "A French Man in New York", ispirato alla figura dello scomparso pianista francese Michel Petrucciani. Il leader sarà accompagnato da Rosario Giuliani ai sassofoni, Youri Goloubev al contrabbasso e Benjamin Henocq alla batteria.
Fornarelli prosegue il suo personale viaggio alla scoperta della magia, della gioia, dell’intimismo, della stessa malattia del “piccolo grande genio” in un percorso fatto di composizioni originali e di personali arrangiamenti volti al fine unico di raccontare una storia, attraverso melodie e soluzioni armoniche tutte “da respirare”.

Martedì 22 luglio il palco del Multiculturita accoglierà un ensemble unico: The Manhattan Transfer. I quattro pilastri della storia dei gruppi vocali celebreranno il loro “ 35th Anniversary Tour ” a Capurso, in esclusiva per l’intero Sud Italia.
Lo straordinario sodalizio, formato da Tim Hauser, Janis Siegel, Alan Paul, Cheryl Bentyne, sarà accompagnato da un combo di valenti musicisti: Yaron Gershovksy, pianoforte; John B. Williams, basso; Wayne Johnson, chitarra e Steve Hass alla batteria.
Considerati il gruppo vocale per eccellenza, tutti i loro album hanno registrato importanti riconoscimenti e sono stati, per la maggior parte, considerati dei capolavori dalla critica. Hanno vinto, nel corso della loro carriera, ben quattro Grammy Awards.





Mercoledì 23 luglio ad animare il parterre di Capurso, sarà un consolidato gruppo formato da alcuni tra i migliori jazzisti pugliesi e condotto da una vera e propria leggenda del jazz italiano: Lino Patruno, noto al grande pubblico per aver creato e fatto parte de I Gufi, primo esempio di cabaret italiano ispirato a quello francese e per aver preso parte a numerosissime trasmissioni televisive di grande successo.
Tra i film a cui ha preso parte ricordiamo "Amarcord" di Federico Fellini, "Mussolini, Ultimo Atto" di Carlo Lizzani e "Crimini Del Cuore" per la regia di Nanni Loy.
Il combo Lino Patruno & Jazz Moments è formato da: Lino Patruno, banjo e chitarra; Mino Lacirignola, tromba e cornetta; Pino Picherri, clarinetto e sax; Muzio Petrella, trombone; Guido Di Leone, chitarra; Giuseppe Bassi, contrabbasso; Fabio Delle Foglie, batteria e Patty Lomuscio, voce.

La kermesse si concluderà il 24 luglio con un altro evento clou per l’estate jazzistica pugliese. Di scena ci sarà uno tra i più grandi musicisti della scena musicale mondiale: Marcus Miller.
“The Superman of funk”, così come è soprannominato il celebre bassista statunitense, sarà per la prima volta in assoluto in Puglia con la sua rocciosa band per presentare la sua ultima fatica discografica “Marcus”, album licenziato nel 2008 per la prestigiosa label Universe.
Oltre Miller al basso elettrico ed al clarinetto basso, sul palco ci saranno: Alex Han al sax, Fédérico Gonzales Pena alle tastiere e Jason "JT" Thomas alla batteria.
La poliedrica figura di Marcus Miller, ben noto anche come compositore e produttore, è legata a quella del grande Miles Davis, ma anche per aver collaborato con Luther Vandross, David Sanborn, Frank Sinatra, LL Cool J, Herbie Hancock ed Eric Clapton.
Un evento esclusivo per l’intera regione Puglia.

Per tutte e quattro le giornate lo start è previsto per le 21.

Info e prevendite : 347/6504664 – 080.4555696 - e-mail info@multiculturita.it
Sito web: www.multiculturita.it

Altri rivenditori autorizzati

Centro Musica
C.so Vittorio Emanuele, 165
BARI – 080 - 521.17.77

Box Office Bari c/o La Feltrinelli Libri e Musica
Via Melo Da Bari, 117
080 5240464

Con preghiera di pubblicazione e diffusione.

Grazie per la cortese collaborazione.

Alceste Ayroldi
Responsabile della Comunicazione
del Multiculturita Summer Jazz Festival

venerdì 16 maggio 2008

Su Ermeneutica e Politica di Sandro Ciurlia























Fassino dalla De Filippi, il ministro Martino novello Maverick in Top Gun, Alessandra Mussolini, littoria in passato nell’esposizione dei suoi generosi seni su riviste patinate. La poltica oggi è nient’altro che un mediocre Reality Show dove l’oscenità dell’ apparire ad ogni costo, l’esibizione del privato off-limits, lo scandalo senza se e senza ma, regna sulla serietà, la professionalità, il rigore (oddio che parolone!) e ogni cosa fa brodo per ottenere consenso, per far aumentare gli ascolti. Certo meglio lo scontro epocale tra Miss Clinton e Barack Obama, che l’esibizioni da circo di buona parte della nostra classe politica dirigente. Certamente la crisi delle ideologie, la scomparsa delle identità politiche, oltre a essere già luoghi comuni, obiettivamente hanno creato confusione, e inutili perdite di tempo nella ricerca di idee e programmi che il più delle volte si sono dimostrati non solo inefficaci,ma privi di una loro originalità, quasi che un isterico desiderio di novità si sia impossessato delle coscienze della leadership nostrana. Il libro di Sandro Ciurlia dal titolo “Ermeneutica e politica”, piuttosto agevole e di gradevole lettura (ma questo non induca a pensare che si tratti di un lavoro leggero e privo del rigore necessario che lo rende densissimo di spunti di riflessione) ha la sua utilità nell’essere una vera e propria bussola che aiuta il viaggiatore a comprendere qual è la giusta direzione per non lasciarsi abbindolare dai tanti furbetti dell’ultima ora che spesso abusivamente occupano le colonne dei più prestigiosi quotidiani nazionali, le lucide e sbrilluccicanti poltrone di Porta a Porta, e che puntualmente dimostrano con le loro parole e i loro fatti che a tutto pensano fuorchè all’interesse del cittadino. E dunque Ciurlia parte da un desiderio di proporre una base di analisi che parta da una serie di elementi che la politica attuale, pare abbia dimenticato: il procedere scientifico nell’ambito della stessa Scienza Politica (ovvero un percorso seguito dagli studiosi del settore al fine di raggiungere una conoscenza della realtà oggettiva, affidabile, verificabile e condivisibile, attraverso la raccolta di evidenza empirica e misurabile attraverso l'osservazione e l'esperimento. Leggiamo a pag. 129: “ Dunque, vanno colte regolarità e variazioni del comportamento umano; va perseguita la weberiana Wertfreiheit, per separare la valutazione individuale – soggettiva e potenzialmente fallace – dal giudizio oggettivo, fondato su dati di fatto; vanno considerati i risultati cui giunge la scienza politica come parte integrante della vita sociale,per effettuare un’operazione di costante monitoraggio delle emergenze politico-sociali con le quali i governi dellenazionisono tentuti a confrontarsi”) ; riprendere il possesso del vero significato del termine ermeneutica (“ L’Ermeneutica rimane una tecnica che educa al confronto. Vale come una sintesi del passato e come un investimento per l’avvenire” - pag.92); la necessità dell’attenzione allo scambio aperto di vedute, al quotidiano e alla persona come impegno normativo, etico, sociale, intellettuale che valuti e tenga sott’occhio tutta l’ampiezza dell’umanità concreta dalla più umile alla più agiata condizione materiale, perché venga a crearsi una doppia corrispondenza gestionale di informazioni tra vertice e base; l’apertura alla critica e all’autocritica ( nella saggistica letteraria a tal proposito si legga il bellissimo saggio di Alfonso Berardinelli pubblicato da Einaudi dal titolo “Poesia non poesia”) indispensabili elementi genomatici dell’homo politicus novus . Nel volume di Ciurlia dunque troviamo proposta un’alternativa alla tradizionale concezione dell'ermeneutica quale metodo basato solo sull'uso dell'ipotesi e non come struttura sistemica della comprensione che apre e costruisce l’orizzonte del futuro, vengono analizzati i più interessanti passaggi dell'ermeneutica contemporanea (in particolare nella versione proposta da Gadamer,ma trovano posto anche Ferraris, Riceour, Palmer, Barman, solo per citarne alcuni), vengono evidenziati i tanti punti oscuri e deboli della tradizione filosofica dell’ermeneutica contemporanea, e le numerose suggestioni che l'ermeneutica riesce ancora a fornire. Questo nella I Parte del volume. La Parte II de libro, offre al lettore un'idea di ermeneutica non solo come stile di pensiero, fondato su un modello di ragione finito e fallibile, ma strumento fenomenologicamente operazionale produttivo di norme, che fa i conti con l’assoluta caoticità dell'esperienza, della realtà, che sembra diventata ormai un ostacolo insormontabile per l’ermeneuta al fine di comprendere cosa c’è veramente sotto i dogmi e i principi assoluti. Sandro Ciurlia sembra poi volerci dare un ulteriore suggerimento, forse una provocazione quasi a volerci a bassa voce sottolineare il fatto che ormai le regole che governano la produzione politica sui media sono certamente più impegnative di quelle che governano i testi politici, e che a un vero politico una sfida del genere non dovrebbe assolutamente dispiacere!

Sandro Ciurla è ricercatore di Storia delle dottrine politiche presso l'Università di Camerino. Ha fondato, nel 1998, "Arché, Rivista di filosofia". Collabora con numerose riviste nazionali di filosofia e di cultura storico-politica. Di recente, ha pubblicato su Leibniz: Antonio Corsano e la filosofia analitica: il pensiero giovanile di Leibniz (Galatina, Congedo, 2002) e Unitas in varietate. Ragione nominalistica e ragione ermeneutica in Leibniz (Galatina, Congedo, 2004); Diritto, Giustizia, Stato. Leibniz e la rifondazione etica della politica (Lecce, Pensa MultiMedia, 2005)




Sandro Ciurlia, Ermeneutica e politica – L’interpretazione come modello di razionalità, Edizioni Il Prato, collana iCentotalleri, pp.216

mercoledì 14 maggio 2008

Absinthium di Irene Leo

















Se l'acqua lava ciò che penso,

forse un iris nasce tra quel fango, dopo.

Chiara la notte senza sangue e corpo, a volte

è la mia mano,

pesante lama che ti (of)fende mio amato Sempre.

Ma non c'è occhio cieco tra le ciglia del grano morto,

l'onda ferrosa della vita attanaglia la lingua

ed io lo so che tutto è.

Da quassù le orme dell'invisibile

sono mie,

stelle laconiche di tempo,

abbottonate tutte sulle maniche.

Spilli che reggono il gioco

della prossima estate.



fonte http://digilander.libero.it/mikima33/assenza.jpg

lunedì 5 maggio 2008

La Besa editrice alla Fiera Internazionale del Libro di Torino










Besa editrice alla Fiera Internazionale del Libro di Torino maggio 2008
Pad. 2 Stand M37 e M33

PRIMO APPUNTAMENTO
Per sabato 10 maggio ore 12,00
stand Regione Puglia
Padiglione nr. 2
Stand G 14 e G 18 e H13 e H17

L’opera presentata:
"Gli autori invisibili. Incontri sulla traduzione letteraria" di Ilide Carmignani

Solo la traduzione può liberare la bellezza intrappolata in un testo letterario straniero, ma chi sono, da dove vengono, come lavorano gli sconosciuti grazie ai quali leggiamo tutta la letteratura del mondo? Gli autori invisibili ce lo racconta dando la parola a editori e scrittori ma soprattutto a grandi traduttori, e attraverso questa arte/mestiere ci racconta anche la storia di tanti libri che amiamo, di come sono nati e cambiati nel lungo viaggio dallo scrittore al loro autore “in seconda”, da altre culture alla nostra. Fra gli intervistati: Renata Colorni, Claudio Magris, Susanna Basso, Elena Loewenthal, Paolo Nori, Cesare Cases, Yasmina Melaouah, Serena Vitale, Angelo Morino, Pino Cacucci... «Il volume in cui Ilide Carmignani ha opportunamente assemblato interviste, conversazioni, interventi sul tema del tradurre, in cui a parlare sono alcuni grandi traduttori letterari, è qualcosa che non riguarda soltanto una specifica corporazione (…) riguarda quanti hanno consuetudine con lo scrivere e il leggere. Perché siamo tutti, ogni giorno, ogni momento, dei de-codificatori e dei ri-codificatori, e dunque siamo chiamati a misurarci con sistemi di segni diversi tra loro, ma destinati ad entrare in contatto, a stabilire relazioni, concordanze e opposizioni: a misurarsi.» (dalla prefazione di Ernesto Ferrero)

Relatori: Susanna Basso, Renata Colorni, Marino Sinibaldi





SECONDO APPUNTAMENTO

Chi salverà la bellezza?
Un percorso tra Storia, storie e viaggi.

La bellezza non è mai stata considerata , nel corso dei secoli, una categoria assoluta e fuori dal tempo: sia la Bellezza come proprietà fisica che la Bellezza nel senso più astratto del termine, ha preso nel corso della Storia dell’uomo, forme e connotazioni diverse:la Bellezza può essere considerata sia espressione di altissima armonia, sia di mostruosità, un po’ ricalcando quello che è accaduto nel medioevo, oppure scherzo, citazione come in tutto il '900. Ma al di là di tutte le possibili connotazioni la Bellezza è l’unica possibilità per l’uomo di riscattarsi dal caos e dall’orrore di questa contemporaneità. Ma la Bellezza è frutto di una sintesi suprema tra le vicissitudini dell’uomo, attraverso i suoi errori, orrori, attraverso i lati più nascosti delle esperienze di ciascuno, attraverso le sue vittorie. E quale migliore forma di supporto e di ausilio se non la Scrittura, e gli scrittori, possono divenire una vera e propria armatura contro tutti i nemici di quest’epoca di continui transitamenti, spesso oscuri, e strumento di costruzione di un futuro tagliato su misura per l’uomo?



Per il sabato 10 maggio 2008 h. 18,00 – 19,00
stand regione Puglia
Padiglione nr. 2
Stand G 14 e G 18 e H13 e H17
Relatori: Stefano Donno, Andrea Di Consoli
Le opere presentate:
“Racconti del ripostiglio”,di Claudio Martini
“Chiedi alle nuvole chi sono”, di Giorgio Bona


TERZO APPUNTAMENTO
lunedì 12 maggio - ore 15-16, Arena Piemonte
L’opera presentata:
Mihai Mircea Butcovan
“Allunaggio di un immigrato innamorato”
Interviene Andrea Bajani

Macro pop 2