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lunedì 30 marzo 2009

Inversi sentieri di Dino Lorusso (Altrimedia edizioni, 2009)

A Massimo, postino del poeta

In un cielo triste di settembre
Il volto abbronzato di fatica
Di un figlio d’ignoranti pescatori
Rivedo, con le lacrime in coda
E malinconiche vicende
Che riempiono il cuore di poesia
Rivivono per ravvivare il ricordo.

Termina la scena in bianco e nero
Tra le parole sbattute
Su una barca di infinita tenerezza
Grazie, per le metafore ingenue


Dino Lorusso, Inversi Sentieri, Altrimedia edizioni, pp. 64 euro 8,00

Ogni poesia di Dino Lorusso, sa raccogliere colori, odori, umori, amori, in un modo che il suo vissuto diventi tracciato biografico di un sentire universale, e la Poesia può trovare allocativamente la sua dimora in maniera consona. Maggiormente egli predilige la prosa poetica, e il suo modo per versi mai ridondante, quanto piuttosto misurato, e comunque elegante, parla di oggetti, eventi, sensazioni, dove il narrare stesso è ricerca di verità, di continui resoconti del proprio vissuto, per poi divenire pausa e silenzio, trampolino di slanci per gettarsi nel mondo, viverlo, gustarlo, e farlo diventare combustibile per un rogo dove il cattivo gusto dell’odierno mondo d’oggi lascia il posto alla cenere dell’oblio.

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