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lunedì 12 luglio 2010

All'ombra delle pupazze in fiore. Antropologia di un rito nella Calabria grecanica, di Alfonsina Bellio (Kurumuny)




















La Calabria ha nel sangue forte misture di Grecia e Albania. Condensati di storia greca e mitologia albanese, tradizioni che fanno della Calabria d'oggi il pargolo che vive per merito d'una vasta famiglia dietro le sue spalle. Un nucleo composto da usi e costumi, da culture altre. Negli ultimi anni, finalmente, spiega Alfonsina Bellio con il suo scorrevole saggio, che più che un saggio è esattamente una piccola inchiesta, un viaggio d'osservazione, alcune istituzione calabre, insieme ovviamente, anzi partendo dal supporto di diverse associazioni e singoli, provano, e ci stanno già in parte riuscendo, a ripartire dalle origini dell'area grecanica di Calabria. Il rito della 'sfilata' delle pupazze, del mostrare le varie Persefone, adesso nel giorno delle festività pasquali, a Bova su tutti i comuni dentro la cattolica domenica delle Palme – e si sorvoli sul fatto, evidente, che come per il maggio di Accettura della Basilicata e altri riti arborei il cristianesimo con la tunica pregiata si sia impossessato d'una tradizione non sua (nei boschi lucani tutta pagana, o quasi, in Calabria in principio addirittura trasportata dalla mano degli dei) – ridiventa luogo di ricerca dell'identità delle comunità. Che, ovviamente, non possono dimenticare, quanto devo fare i conti con qualche resto di presente, del greco parlato dagli anziani o della storia dell'abitudine tramandata, appunto, di fare più grande la tipica palma che dalle nostre parti è una piccolezza benedetta dal prete di turno. Le pupazze, in sostanza, spiega la Bellio col suo studio antropologico, sono rito che incrocia valori religiosi, sociali, estetici e artistici. In che senso?

Nunzio Festa qui su Kultunderground

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