Stefano Donno on twitter

martedì 13 luglio 2010

Cubana di Lele Vianello e Guido Fuga (Edizioni Voilier)

















«… ma soprattutto non dovete fare domande di nessuna specie e non vedere nulla di ciò che non vi riguarda. Un idiota di ficcanaso lo troviamo dappertutto!“». Si legge in “Cubana” (Edizioni Voilier, 2010) di Lele Vianello e Guido Fuga. Prima di poter spendere qualsiasi considerazione in merito a questo volume edito da una casa editrice leccese, mi preme specificare alcune cose.

La prima è che la casa editrice dei salentini Marco Laggetta e Salvatore Primiceri è l’unica casa editrice pugliese ad avere scelto non solo come contenuti, ma come filosofia di vita, la via del fumetto, e per la precisione del fumetto di qualità. La seconda che è mi sento di parlare di questo prodotto editoriale, perché sinceramente non solo è splendido e curato nella veste grafica , e in tutti i suoi particolari, ma raffinato, colto, e dai profumi che sanno di località caraibiche. Nel 1993 Hugo Pratt e Lele Vianello sono a Losanna. Prendono la decisione di scrivere la seconda parte de “L’uomo dei Caraibi”.

Svend, è l’attore principale, un marinaio danese corpulento e scorbutico addetto ai trasporti, intriso di lentezza, meno celebre del suo collega Corto, ma senza dubbio ugualmente affascinante. Decidono un’altra cosa insieme: il sequel deve ambientarsi nella Cuba annichilita dalla dittatura di Batista e sull’orlo della rivoluzione. Quella che si vede è una Cuba della deriva, dove anche la cosa che nessuno potrebbe aspettarsi di vedere, accade e senza troppi “peli sulla lingua”. Una Cuba che lascia a cielo aperto e sotto gli occhi di tutti figure psico/cosmiche come un gigantesco dottor Guevara appellato “il Che” dai suoi amici e compagni rivoluzionari, o uno stratosferico Hemingway o un “Tigre” il sanguinario boss della malavita cubana, agitatore delle folle e infiltrato dell’intelligence americana. Ahimè però accade che Pratt accantona questo progetto, lo lascia incompiuto, per seguire altre strade, altri percorsi, forse altre latitudini, altre vette. Siamo nel 1995 e il maestro di Malamocco è in viaggio … il suo ultimo viaggio.

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