Stefano Donno on twitter

sabato 10 luglio 2010

Zio Vampiro di Cynthia Grant (Salani)




















Una voce spiazzante traduce in un racconto di fantasia l’orrore di un’esperienza vissuta e fa davvero desiderare che sia tutto il frutto dell’immaginazione troppo vivida. E’ “Zio Vampiro” (Salani, 2010) di Cynthia Grant.

«I miei genitori l’hanno sempre preferita a me. D’altra parte, non posso dal loro torto. È un tesoro, lei. La chiamano Gioia. Me, invece, mi chiamano sempre per nome. Siamo molto vicine, noi due. Gemelle: immagini speculari. Quasi riusciamo a leggerci nel pensiero.» (”Zio Vampiro” di Cynthia D. Grant, Salani editore).

Stagione fertile e redditizia sul piano del marketing per le creature del buio per eccellenza, i vampiri, che dal Dracula di Francis Ford Coppola alla celebre serie a fumetti manga Blood Hound di Kaori Yuki, pubblicata dall’italiana Planet Manga, si divertono a popolare ancora le nostre fantasie più oscure e gotiche. Per non parlare di realtà editoriali italiane di alta qualità e dall’impeccabile veste editoriale, come Gargoyles Books di Roma, che dedicano ai vampiri una grandissima parte del loro catalogo ho avuto il piacere di dedicarmi alla lettura, e l’ho fatto con estrema cura e attenzione, per questo bellissimo ed agile volume della Grant. Per chi non lo sapesse, l’autrice, che può essere una degna concorrente della Rowling (ve lo posso garantire!!!), ha scritto meravigliosi ed avvincenti romanzi per ragazzi e giovani adulti, vive tra le montagne a sud di Cloverdale, in California, con marito e figli al seguito, e a conferma del fatto che sia una tra le migliori scrittrici U.S.A, ha vinto il prestigioso premio PEN/Norma Klein Award.

Al di là di queste note di “costume e società” letterari, mi preme evidenziare un aspetto di questo lavoro, giusto per non lasciare nulla al caso. Chiunque immagini di trovare l’anti Twilight in quest’opera si sbaglia, e alla grande. Per prima cosa si tratta di un prodotto non partorito per lo star/system editoriale come i libri della Meyer; poi bisogna aggiungere che le opere della Grant sono ben costruite, sotto qualsivoglia punto di vista, vuoi per quello prettamente scritturale, vuoi per la densità culturale che sono in grado di comunicare le sue parole, i suoi periodi, i suoi contenuti, vuoi per un linguaggio colto ma mai pesante, che anzi non fa che attrarre e coinvolgere. La storia parla di due gemelle Carolyn e Gioia, di 16 anni, che sono “portatrici sane” di un segreto oscuro: sospettano che loro zio Toddy sia un vampiro.

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