Stefano Donno on twitter

martedì 26 ottobre 2010

Il libro del giorno: Dimmi chi sei, Marlowe di Frank Spada (Robin edizioni)













Il detective Marlowe è momentaneamente parcheggiato in una clinica di Loco Hermoso, in territorio messicano. In convalescenza dopo un intervento chirurgico, si gode le cure dell’incantevole Miranda, l’infermiera dei sogni proibiti di ogni malato. Lasciato il Messico e rientrato a casa, Marlowe riceve una telefonata dalla signorina Conchita, sorella gemella di Miranda. Ugualmente bella da mozzare il fiato, la señorita rifila alla curiosità del detective strane storie di certi amori proibiti, costringendolo a seguire un caso pieno di sorprese e soprattutto a fare i conti col suo doppio, quel gemello siamese che lui s’è trovato cucito alla coscienza.
Tra molti “pollicini” e interminabili sigarette, spuntini al Minnie’s bar dove oltre al cibo c’è sempre un balconcino da apprezzare, in sella alla sua Olds Marlowe segue la pista di due antichi gioielli che uniti simboleggiano la vita eterna e per i quali più di qualcuno è disposto a uccidere.
Sequenze da film e colpi di scena, tra richiami letterari e acrobatiche metafore, non ultima quella che vede il detective con la sua baby alla tempia, mentre il jazz della West Coast si fa più acuto…

9 commenti:

  1. Quanto mi piace! Ma quanto mi piace questo detective Marlowe!
    Assomiglia tanto a H. Bogart, bicchiere in una mano e sigaretta nell’altra.
    Marlowe….come si fa a non amarti?
    Tra le pieghe dell’anima t’interroghi, dialoghi con Pà, ti nutri di Jazz, alcool e fumo, di ideali di onestà e…sguazzi nel marcio della città!
    Adoro i tuoi pensieri in metafora, adoro l’atmosfera che sai creare, quella degli anni ’50 lungo la West Coast, con la tua vecchia Olds, la tua puledrina e la tua baby, il tuo fare dinnocolato e disincantato, e la lucidità che ti porta a chiudere il caso che hai per le mani.
    Sei indimenticabile!
    L’autore, Frank Spada sa scrivere e si sente, infatti usa un linguaggio raffinato, originale, metaforico e diretto, oh se è diretto! Ti si attacca all’anima, ti coccola e ti graffia, ti tormenta e ti libera, ti porta con volute di fumo in alto e ti precipita con una calibro 45 in basso, ti eleva al paradiso dell’anima e dell’onestà e ti trascina nel fango della città…tutto questo è scrittura, è Frank, è Marlowe! E tanto altro ancora!
    E’ una passeggiata nella testa e nel cuore di Marlowe, con parole che penetrano come note acute di un jazz che non vorresti finisse mai e che con i suoi bassi e i suoi acuti conclude in bellezza lasciandoti la voglia di sentirlo ancora e ancora….
    E aspetto…..aspetto un'altra avventura del mio amato Marlowe!

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  2. Sono una lettrice che segue questa vetrina letteraria con interesse e simpatia e mi rallegro che sia stato dedicato un post a Frank Spada, un autore che mi aveva colpito con il suo romanzo d'esordio- Marlowe ti amo- e che ora, dopo la recentissima pubblicazione del sequel Dimmi chi sei Marlowe, ritovo qui.
    A mio modesto parere, questo scrittore si presenta come una voce nuova, originale e diversa rispetto al panorama della produzione letteraria italiana attuale.
    Neanche dire che dopo aver letto, e riletto con grandissimo piacere, Dimmi chi sei Marlowe.cinque sensi e un'anima, auguro a questo autore il successo che si merita.
    Amelia Somma

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  3. Negli ambienti editoriali si sa che il secondo romanzo è il più "critico", perchè viene atteso con aspettative già definite dal primo, e si ha sempre paura che deluda gli stessi lettori che hanno apprezzato quello d'esordio. Questo non accade con Dimmi chi sei Marlowe, che a mio avviso è molto più denso e ricco di riferimenti del primo, ma allo stesso tempo svela un leggerezza e un'ironia che in Marlowe ti amo erano solo abbozzate. Di sicuro è un libro da leggere una prima volta per il gusto della scrittura e della storia, ma poi da riaprire e scorrere con più attenzione, perchè nasconde tesori che ad una prima occhiata sfuggono. Come una scatola cinese: si solleva il coperchio e svela una piccola soprpresa che a sua volta, se aperta, ne svela una seconda, e una terza e così via. Un libro da decantazione, che col passare del tempo, delle letture e della sua "messa in circolo", si apprezza sempre più.

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  4. Frank Spada scrive come un illusionista, di cui seguiamo gli esercizi cercando sempre di scoprire il trucco. Cattura la nostra attenzione e nello stesso tempo ci trascina in un labirinto di specchi, come in un luna park. Non per nulla sappiamo che è un ammiratore di Orson Wells, che di questo tipo di fascinazione era maestro. Suscita in noi curiosità, ma soprattutto dubbi, ed è così abile nei suoi virtuosismi, che pure lo scioglimento finale ci lascia uno strascico di interrogativi: Ma allora quando?...Ma se i quel punto sembrava...Niente, si va a controllare, ma tutto s'incastra alla perfezione. E' come quando apri un mobile e non trovi una scatola di zucchero: cercavi una scatola, infatti, grigia. E stavolta lo zucchero è in busta, bianca.Sei tu che avevi l'immagine mentale che non era corrispondente alla realtà.E in questo caso, l'immagine lievemente distorta è quella che l'illusionista ti fa vedere,con l'abilità dello scrittore e col divertimento di un autore intelligente, scanzonato, scettico come il "suo" Marlowe; ma non cinico. Un cocktail che ci fa amare un protagonista non meno del suo autore.

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  5. Benchè anonimo, il commento appena sopra è una magnifica recensione al nuovo romanzo di Frank Spada. Intensa quanto basta a mostrare che la commentatrice non può essere altri che la signora Leila Mascano, una lettrice accorta che già con Marlowe ti amo segue questo scrittore con simpatia ed il giusto approfondimento dei contenuti dei suoi romanzi.
    La mia stima ad entrambi.
    Amelia Somma

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  6. Già dalla copertina Dimmi chi sei Marlowe ci affascina. C'è una foto bellissima in bianco e nero, che ritrae due splendide ragazze di spalle davanti al juke-box di una costruzione balneare modesta. Una scritta, che vediamo in parte, recita: Candy apples, ed è una foto scattata nel '47, probabilmente a Santa Monica ma comunque nella West Coast. La foto è anche piena di contraddizioni: la bellezza sfolgorante delle ragazze, il tocco sofisticato del foulard che indossano entrambe ci fanno pensare a due modelle, che paiono stranamente fuori luogo nella squallida semplicità del posto.Osservate ancora l'ombra sulla destra: ritae una delle due che mangia forse un gelato, ma per un gioco prospettico la figura sembra quella d'una vecchia, una befana quasi. Sono certa che la foto sia stata scelta dall'autore, perché la realtà ritratta è a prima vista di sfolgorante semplicità, ma a uno sguardo più attento si rivela sfuggente, piena di interrogativi, astratta e stranamente emblematica nella sua concretezza. Nello stesso modo è scritto il libro, che fa pensare ad uno di quei rompicapi in apparenza risolvibilissimi sui quali ti accanisci perché invece la loro semplicità è ingannevole. Niente è come sembra nei romanzi di Frank, e la caccia a due preziosi gioielli di Dimmi chi sei, Marlowe, non è che un percorso nell'assurdità delle vicende e del cuore umano.

    » Ringrazio la lettrice che mi ha riconosciuta anche senza firma, fatto dovuto a imperizia più che a desiderio di mantenere l'anonimato ( e perché?)
    Avevo già scritto per il bel libro di Frank Spada su Scrigno un commento a caldo, che posto di seguito:
    Già dalla copertina Dimmi chi sei Marlowe ci affascina. C'è una foto bellissima in bianco e nero, che ritrae due splendide ragazze di spalle davanti al juke-box di una costruzione balneare modesta. Una scritta, che vediamo in parte, recita: Candy apples, ed è una foto scattata nel '47, probabilmente a Santa Monica ma comunque nella West Coast. La foto è anche piena di contraddizioni: la bellezza sfolgorante delle ragazze, il tocco sofisticato del foulard che indossano entrambe ci fanno pensare a due modelle, che paiono stranamente fuori luogo nella squallida semplicità del posto.Osservate ancora l'ombra sulla destra: ritae una delle due che mangia forse un gelato, ma per un gioco prospettico la figura sembra quella d'una vecchia, una befana quasi. Sono certa che la foto sia stata scelta dall'autore, perché la realtà ritratta è a prima vista di sfolgorante semplicità, ma a uno sguardo più attento si rivela sfuggente, piena di interrogativi, astratta e stranamente emblematica nella sua concretezza. Nello stesso modo è scritto il libro, che fa pensare ad uno di quei rompicapi in apparenza risolvibilissimi sui quali ti accanisci perché invece la loro semplicità è ingannevole. Niente è come sembra nei romanzi di Frank, e la caccia a due preziosi gioielli di Dimmi chi sei, Marlowe, non è che un percorso nell'assurdità delle vicende e del cuore umano. Il grande difetto di questo secondo romanzo, che non deluderà chi ha apprezzato il primo, e che conferma le qualità della scrittura dell'autore, è che si legge d'un fiato, sicché anche al lettore attento sfuggiranno certi richiami, certe sottigliezze ed è un peccato. Quelli che spesso a torto si liquidano come gialli o noir vengono messi nella categoria delle letture d'evasione, da consumarsi in fretta e da dimenticare. Non è assolutamente questo il caso dei Marlowe di Frank Spada, dei romanzi "veri" a tutti gli effetti, da rileggere quando il piacere del racconto in sè si è esaurito e si può apprezzare davvero la scrittura e gli infiniti richiami e suggestioni da cui questi libri sono percorsi.
    Leila Mascano.

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  7. Già dalla copertina Dimmi chi sei Marlowe ci affascina. C'è una foto bellissima in bianco e nero, che ritrae due splendide ragazze di spalle davanti al juke-box di una costruzione balneare modesta. Una scritta, che vediamo in parte, recita: Candy apples, ed è una foto scattata nel '47, probabilmente a Santa Monica ma comunque nella West Coast. La foto è anche piena di contraddizioni: la bellezza sfolgorante delle ragazze, il tocco sofisticato del foulard che indossano entrambe ci fanno pensare a due modelle, che paiono stranamente fuori luogo nella squallida semplicità del posto.Osservate ancora l'ombra sulla destra: ritae una delle due che mangia forse un gelato, ma per un gioco prospettico la figura sembra quella d'una vecchia, una befana quasi. Sono certa che la foto sia stata scelta dall'autore, perché la realtà ritratta è a prima vista di sfolgorante semplicità, ma a uno sguardo più attento si rivela sfuggente, piena di interrogativi, astratta e stranamente emblematica nella sua concretezza. Nello stesso modo è scritto il libro, che fa pensare ad uno di quei rompicapi in apparenza risolvibilissimi sui quali ti accanisci perché invece la loro semplicità è ingannevole. Niente è come sembra nei romanzi di Frank, e la caccia a due preziosi gioielli di Dimmi chi sei, Marlowe, non è che un percorso nell'assurdità delle vicende e del cuore umano.

    » Ringrazio la lettrice che mi ha riconosciuta anche senza firma, fatto dovuto a imperizia più che a desiderio di mantenere l'anonimato ( e perché?)
    Avevo già scritto per il bel libro di Frank Spada su Scrigno un commento a caldo, che posto di seguito:
    Già dalla copertina Dimmi chi sei Marlowe ci affascina. C'è una foto bellissima in bianco e nero, che ritrae due splendide ragazze di spalle davanti al juke-box di una costruzione balneare modesta. Una scritta, che vediamo in parte, recita: Candy apples, ed è una foto scattata nel '47, probabilmente a Santa Monica ma comunque nella West Coast. La foto è anche piena di contraddizioni: la bellezza sfolgorante delle ragazze, il tocco sofisticato del foulard che indossano entrambe ci fanno pensare a due modelle, che paiono stranamente fuori luogo nella squallida semplicità del posto.Osservate ancora l'ombra sulla destra: ritae una delle due che mangia forse un gelato, ma per un gioco prospettico la figura sembra quella d'una vecchia, una befana quasi. Sono certa che la foto sia stata scelta dall'autore, perché la realtà ritratta è a prima vista di sfolgorante semplicità, ma a uno sguardo più attento si rivela sfuggente, piena di interrogativi, astratta e stranamente emblematica nella sua concretezza. Nello stesso modo è scritto il libro, che fa pensare ad uno di quei rompicapi in apparenza risolvibilissimi sui quali ti accanisci perché invece la loro semplicità è ingannevole. Niente è come sembra nei romanzi di Frank, e la caccia a due preziosi gioielli di Dimmi chi sei, Marlowe, non è che un percorso nell'assurdità delle vicende e del cuore umano. Il grande difetto di questo secondo romanzo, che non deluderà chi ha apprezzato il primo, e che conferma le qualità della scrittura dell'autore, è che si legge d'un fiato, sicché anche al lettore attento sfuggiranno certi richiami, certe sottigliezze ed è un peccato. Quelli che spesso a torto si liquidano come gialli o noir vengono messi nella categoria delle letture d'evasione, da consumarsi in fretta e da dimenticare. Non è assolutamente questo il caso dei Marlowe di Frank Spada, dei romanzi "veri" a tutti gli effetti, da rileggere quando il piacere del racconto in sè si è esaurito e si può apprezzare davvero la scrittura e gli infiniti richiami e suggestioni da cui questi libri sono percorsi.
    Leila Mascano.

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  8. Mi scuso per il commento che non ho postato due volte. E' scomparsa la pagina, e quando è ricomparsa si è verificato l'inconveniente. Invito Stefano a cancellarne uno, ringraziandolo per l'ospitalità e scusandomi per l'involontario disturbo. Leila.

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  9. Gentile Stefano Donno, le segnalo che qui http://criticaletteraria.blogspot.com/2011/02/il-salotto-intervista-frank-spada.html
    è online l'intervista che ho rilasciato qualche giorno fa alla giornalista Carla Casazza. Cordiali saluti

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