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sabato 30 novembre 2013

Caro Silvio, sono un elettore di destra - Servizio Pubblico, terza stagi...

Francia, camionisti in agitazione contro l'ecotassa

La festa dei Krampus

Camusso e le polemiche sulla casa «L’unica cosa seria sarebbe rimettere l’Imu» - Corriere.it

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Alluvione in Sardegna, sospesi i tributi - Pupia.Tv

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Tutta la scuola in piazza
contro i tagli del Ddl Stabilità - Scuola - l'Unità - notizie online lavoro, recensioni, cinema, musica

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Artigiano si diede fuoco davanti alla sede del fisco, Equitalia chiede 60mila euro alla vedova - Il Sole 24 ORE

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Antitrust: De Luca non puo' essere sindaco e viceministro

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Alfano: più chiarezza con la nuova maggioranza - Il Sole 24 ORE

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"Molière in bicicletta", non solo ladri e bellezze. Quando il cinema viaggia su due ruote - Cinema - Spettacoli - Repubblica.it

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Fabio Volo libri: una laurea per lo scrittore, scherzo o realtà? - Spettacoli 2.0

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Libri, Alberto Prunetti scrittore toscano 2013 - Firenze - Repubblica.it

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Alessio De Angelis, Alessandro De-Angelis Oltre La Mente di Dio - Libro

Oltre La Mente di Dio - Libro
Quando l’uomo creò Dio senza sapere di esserlo
Voto medio su 9 recensioni: Buono
€ 16.5

Lucia Giovannini, Giuseppe Cocca Il Crudo è Servito - Libro

Il Crudo è Servito - Libro
I segreti del crudismo per vivere più sani senza rinunciare al piacere del cibo
Voto medio su 14 recensioni: Da non perdere
€ 16.5

Igor Sibaldi Francesco e i Burattini - Libro

Francesco e i Burattini - Libro Voto medio su 1 recensioni: Buono
€ 9

Eileen Caddy Le Porte Interiori: Meditazioni Quotidiane

Le Porte Interiori: Meditazioni Quotidiane Voto medio su 1 recensioni: Da non perdere
€ 13

venerdì 29 novembre 2013

ORDO AB CHAO di Giovanni GUACCI (Lupo editore)



2001. Matteo, designer di origine siciliana, vive a cavallo tra la Milano ‘da bere’ e la Milano ‘da fumare’ abbandonandosi volentieri a incontri più o meno occasionali nonostante il rapporto con Vale, fidanzata storica con la quale ha sperimentato la convivenza prima di un significativo scollamento che ha portato la ragazza in Spagna per la specializzazione. La sua vita disordinata e amorale nel mondo artificiale del Design, con tutti i suoi satelliti di plastica, lo mischia ad una variegata gamma di personaggi altrettanto corrotti, dai radical chic ai malavitosi. Il lavoro presso lo studio diretto da Walter non lo entusiasma (anche per l’antipatia del collega Carlo) e la noia lo induce a sperimentarsi nella scrittura di sceneggiature che – pure rivelandosi redditizia – resta attività di margine per la necessità di uno stipendio fisso, ma rappresenta una importante valvola di sfogo alla sua creatività.
In un giorno di violento nubifragio Matteo ha un appuntamento: deve consegnare un progetto, un intervento dal budget a sei zeri. I clienti lo accolgono con freddezza, sia per il ritardo imbarazzante, sia perché sono russi. In un primo momento tutto fila liscio, poi qualcosa non quadra e si scatena l’inferno… Un thriller metafisico, odissea surreale dell’uomo contemporaneo in lotta con la propria coscienza e prigioniero di una realtà che lo ha reso un involucro senz’anima.

Giovanni GUACCI - Nato a Lecce nel 1963. Dopo la maturità classica si trasferisce a Firenze dove frequenta la facoltà di Architettura. Si laurea nel 1990, quindi si trasferisce in Texas. Nel 1993 consegue il master in Architettura Aerospaziale all’Università di Houston. Collabora al programma NASAUSRA che ha come obiettivo la missione umana su Marte. Nel 1995 torna con i piedi per terra, ossia in Italia, a Milano. Qui attualmente risiede e lavora come architetto d’interni e designer di complementi d’arredo. Nel 2008 ritorna con la testa per aria e decide d’iniziare a scrivere. Ordo ab chao è il suo primo romanzo.

Mario Biondi live a Radio2 SuperMax

WWE 2K14

Torino Film Festival, il regista Virzì: "Rassegna che lancia i giovani c...

Regione Lazio, fallita da dieci anni Nel solo 2012, un buco da 4 miliardi di euro - Repubblica.it

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Meteo, alto rischio nubifragi al Sud. Sabato neve sul Nord-Ovest - Il Sole 24 ORE

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Nick Ortner, Jessica Ortner, Nicholas Polizzi Scopri il Potere di EFT - La guarigione a portata di mano- DVD

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Impara le tecniche di Liberazione Emozionale - 10 storie per un emozionante film documentario - Con la partecipazione di Bruce Lipton, Bob Proctor, Jack Canfield, Bob Doyle, Joe Vitale
Voto medio su 14 recensioni: Buono

Isabelle Von Fallois Il Potere di Guarigione degli Angeli. Seminario con Isabelle Von Fallois

Il Potere di Guarigione degli Angeli. Seminario con Isabelle Von Fallois
Evento Straordinario a Roma
€ 250

giovedì 28 novembre 2013

Carlo Coccioli. L’opera di un toscano nel mondo

Tavola rotonda a dieci anni dalla morte su uno scrittore, partigiano, viaggiatore eretico. Con Giulio Mozzi, Raoul Bruni e Marco Coccioli. Coordina Alessandro Raveggi

6 dicembre 2013 (ore 18) - New York University Firenze, Villa La Pietra in Via Bolognese 120, Firenze. Iniziativa organizzata da Graduate Studies Seminar, New York University Firenze in occasione della Festa della Toscana.

A dieci anni dalla morte di Carlo Coccioli (Livorno 1920 - Città del Messico 2003), Graduate Studies Seminar di New York  University Firenze in occasione della Festa della Toscana organizzerà una tavola rotonda per riscoprire l’ampia produzione narrativa, saggistica e giornalistica dello scrittore toscano. L’incontro, in programma per venerdì 6 dicembre 2013 (ore 18) a Villa La Pietra (via Bolognese 120), si terrà alla presenza di Giulio Mozzi, scrittore, curatore e insegnante di scrittura creativa, Raoul Bruni, critico letterario e italianista, Marco Coccioli, erede e editore delle ultime ristampe dell’autore e vedrà il contributo degli studenti di Villa La Pietra. Dopo la tavola rotonda, saranno letti alcuni testi editi e inediti di Coccioli, a cura di Luca Cittadini.



«Carlo Coccioli è stato uno dei grandi minori del Novecento Italiano e un 'eretico' che sfuggì alle mode imperanti del Neorealismo» spiega Alessandro Raveggi, scrittore e professore presso New York University Firenze, curatore e coordinatore dell’incontro. «Conosciuto e apprezzato - continua Raveggi - da scrittori ed intellettuali prima italiani nel primissimo Dopoguerra, poi francesi negli anni '50 - Parigi gli diede la fama - quindi latinoamericani negli anni '60 e '70, è l'unico esempio di scrittore trilingue della nostra tradizione. La sua prosa e le sue irrequiete tematiche esistenziali e religiose ricordano Bernanos, Proust, Camus ed assieme si avverte un forte legame con Curzio Malaparte, che non a caso lo definì la voce più originale del suo tempo. Spero che questo incontro introduttivo possa avviare finalmente in Italia e negli Stati Uniti un diffuso studio critico ad oggi mancante su una figura tanto imprescindibile quanto sconosciuta».



Ricordato e apprezzato per i capolavori Il cielo e la terra, Fabrizio Lupo e Davide, ma anche per articoli e reportage scritti per molti anni dall’estero per «La Nazione», «Il Giorno», «Il Corriere della Sera» (nonché per giornali e riviste internazionali), Coccioli, tradotto in moltissime lingue e scrittore trilingue (scriveva in italiano, spagnolo e francese), pur risedendo per 50 anni in Messico non dimenticò mai la sua terra d’origine, la Toscana, dove vi ritornava periodicamente – creando spesso nelle sue opere un dialogo costante fatto di analogie, reminiscenze, citazioni e corrispondenze. Riconosciuto da Curzio Malaparte e Carlo Bo come una delle voci più originali del Novecento, rimase per molto tempo ignoto in Italia a causa della sua intemperanza e del discostarsi dall’imperante tendenza neorealistica.



Coccioli scrisse opere anche in francese e spagnolo e venne tradotto in molte lingue; in Messico, dove si trasferì nel corso degli anni Cinquanta dopo aver risieduto a Parigi, ottenne uno straordinario successo e collaborò ad alcuni dei quotidiani più prestigiosi. In Italia, l’autore è stato riscoperto tardivamente alla fine degli anni Ottanta, dopo un lungo periodo di oblio, in particolare da Pier Vittorio Tondelli. Ultimamente sono stati, tra l’altro, ristampati, Piccolo Karma (Baldini e Castoldi 2001), Davide (Sironi 2009, con prefazione di Giulio Mozzi), Requiem per un cane (Marsilio 2010, con prefazione di Marco Lodoli), Fabrizio Lupo (Marsilio 2012, con prefazione di Walter Siti).

Carlo Coccioli (Livorno, 1920 - Città del Messico, 2003) è stato giornalista, scrittore e ha partecipato alla Resistenza – esperienza per la quale ha ottenuto la Medaglia d’Argento al valore. Toscano, ha vissuto per lunghi periodi in Francia e in Messico, paesi dove ha ottenuto successo e riconoscimento, e ha scritto numerosi romanzi pubblicati in tutto il mondo in varie lingue. Oltre a Requiem per un cane, tra le sue opere si ricordano Il cielo e la terra (1950), lo scandaloso e libro di culto Fabrizio Lupo (1978), Piccolo Karma (1987), Davide (ripubblicato da Sironi nel 2009, e vincitore di un Premio Campiello).



"L'uomo adulto che sono diventato si accorge, e non lo nega, che la mia patria, la mia Toscana, la mia Firenze, non v'è stato momento della mia vita vagabonda ch'io non le abbia sentite, sommesse o vociferanti, parlarmi nel cuore..." 

(Carlo Coccioli, Parigi, luglio 1954)


“Uno scrittore alieno che appartiene a un’altra letteratura”

(Carlo Bo)


“In nessun autore italiano contemporaneo è presente una così grande tensione interiore, un’irrequietezza spirituale che poi si traduce in un nomadismo culturale e metafisico assolutamente originale”

(Pier Vittorio Tondelli)



È molto gradita la partecipazione di tutti gli organi della stampa e di informazione.
Per partecipare è necessario prenotarsi telefonando al numero 055 5007 202 o via mail lapietra.reply@nyu.edu





New York University Florence

Via Bolognese, 120

50139 Florence, ITALY

Tel. +39 055 5007.202

lapietra.reply@nyu.edu

Liu-Jo Volley, Piccinini: "Stiamo lavorando su muro e difesa"

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mercoledì 27 novembre 2013

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Ryke Geerd Hamer Testamento per una Nuova Medicina Germanica + Tabella sinottica

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Terza Edizione
Voto medio su 45 recensioni: Buono
€ 95

Thomas Troward Il Potere della Mente - Libro

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Maria Gabriella Bardelli La Guarigione è dei Pazienti - Libro

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Con la mappa di Hamer e l’ascolto di Claudia Rainville
Voto medio su 31 recensioni: Buono
€ 18

Joanna Hakimova 300 e più Rimedi Naturali - Libro

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Per ringiovanire viso e corpo
Voto medio su 6 recensioni: Da non perdere
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Charlotte Gerson, Beata Bishop Guarire con il Metodo Gerson + DVD

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Come sconfiggere il cancro e le altre malattie croniche - All'interno "Se Solo Avessimo Saputo..." IL FILM
Voto medio su 51 recensioni: Da non perdere
€ 19.5

Wilhelm Reich La Biopatia del Cancro

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Mauro Biglino La Bibbia non è un Libro Sacro - Libro

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Il Grande Inganno
Voto medio su 2 recensioni: Da non perdere
€ 13.9

Igor Sibaldi Libro dell'Abbondanza - Libro

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martedì 26 novembre 2013

Difendere la Terra di Mezzo. Scritti su J.R.R Tolkien di Wu Ming 4. In appendice Thomas A. Shippey



La febbre per l’uscita della secondo capitolo della trilogia di Peter Jackson su Lo Hobbit è ormai alle stelle. Wu Ming 4, ovvero Federico Guglielmi scende nel campo di battaglia delle interpretazioni di Tolkien: un tributo al signore degli scrittori fantasy contro le faziose interpretazioni tradizionaliste in voga nel nostro paese…



Thomas Alan Shippey (1943), professore di letteratura medievale e anglosassone, nonché esperto di narrativa fantastica e fantascientifica, è il più noto studioso di J.R.R.Tolkien. Il suo cursus honorum ricalca quello dell'autore inglese: come Tolkien, ha studiato alla King Edward's School di Birmingham e ha insegnato antico inglese all'Università di Oxford. Ha occupato in seguito la stessa cattedra di Tolkien all'Università di Leeds. Il suo saggio del 1982, La Via per la Terra di Mezzo, è considerato una pietra miliare degli studi tolkieniani. E' stato consulente per la pronuncia della lingua elfica durante la realizzazione dei film di Peter Jackson tratti da Il Signore degli Anelli. Con lo pseudonimo John Holm, è anche coautore, insieme a Harry Harrison, della trilogia fantastorica Le spade e l'impero (nota anche come Saga del Martello e della Croce). E' recensore di letteratura di fantascienza per il "Wall Street Journal".


(esce per Odoya, collana Odoya Library,  il 28 novembre 2013)

«Where the sun never sets», si diceva un tempo dell’Impero britannico. Nel 1892, anno di nascita di John Ronald Reuel Tolkien, su una buona porzione dell’orbe terracqueo regnava Alexandrina Vittoria di Hannover, sovrana di Gran Bretagna e Irlanda, imperatrice d’India. Il suo vasto impero includeva anche una parte del Sudafrica, ai cui confini sorgeva lo Stato Libero dell’Orange, una delle repubbliche fondate dai coloni di origine olandese, i cosiddetti “boeri”. Colui che sarebbe diventato uno dei più celebri scrittori del secolo seguente era figlio di un impiegato proveniente da Birmingham, in servizio presso la Bank of Africa di Bloemfontein, capitale dello Stato Libero dell’Orange. Di lì a pochi anni quel territorio sarebbe stato annesso con la forza all’Impero di Sua Maestà britannica. Durante la guerra (1899-1902) i boeri vennero rinchiusi dentro i primi campi di concentramento per civili della storia moderna, il più tristemente celebre dei quali sorse proprio a Bloemfontein. Il piccolo Tolkien, però, non si trovava più lì. Nel 1895, infatti, sua madre Mabel era ritornata in Inghilterra con entrambi i figli, in attesa d’essere raggiunta dal marito. Un’attesa vana, poiché Arthur Reuel Tolkien morì di malattia l’anno seguente. Per il resto della vita, J.R.R. Tolkien visse in Inghilterra, considerandosi inglese e isolano, per nulla nostalgico dei fasti imperiali, men che meno del regime segregazionista vigente nella sua terra … (dalla premessa  Dove il sole non tramonta mai)

Novità in libreria per LietoColle - Ritorno sorgente di Alessandra Peluso



La sua scrittura non rattrista, non immalinconisce, non è un lamento nella prospettiva tragica del proprio estrinsecarsi come fenomeno poetico. Alessandra Peluso non è interessata al pianto, ovvero all’abbandonico, al romantico che sovente in molta poesia contemporanea anche poco conosciuta, diviene il rimedio più ovvio per catturare il cuore del lettore, per intessere una fitta rete di ammiccamenti semantici tali da farlo cadere in una sorta di dolce estatica ipnosi. “Ritorno sorgente” non ha nel suo dna scritturale nulla che possa anche lontanamente appartenere all’etimo tedesco “Sehnsucht” con il quale si indica un’atmosfera intrisa di "struggimento", nello specifico quasi uno stato dell’essere paragonabile ad una malattia che spinge dolorosamente al desiderare, un desiderare che emerge dall’intimità in maniera dirompente e che è rivolto ad una persona o ad un oggetto che si ama o si desidera fortemente. Lo strappo di questo indomito desiderio trova il suo principium individuationis nel non potere raggiungere l'oggetto del desiderio, e dunque esporsi al rischio di assumere tratti patologici e/o psicopatologici. Le poesie di Alessandra si nutrono di silenzio, della tiepida carezza di un raggio di sole, di un alito di vento che scivola sulla pelle, sono poesie che si caricano verso dopo verso di energia… dall'introduzione di Stefano Donno

Alcune poesie

È un piacere intenso

incantevole, indecifrabile

è il fiorire e rifiorire dello spirito

di donna.

Fosse la vita così

sarebbe un’esplosione di bene,

sorrisi, di sole ogni giorno

e la vita, il piacere, l’amore.

****

Due anime

sole, inquiete

chissà se si toccano

pensandosi,

se si desiderano.

Intanto in un pomeriggio

di solitudine ottenuta

a morsi, lei si accarezzava

e pensava a lui

ansimando.

***

Sono confusa,

fusa con me stessa

con l’amore con l’altro

con il desiderio di sprofondare

in una profonda passione

ed esplodere.

Di gioia e piacere,esplodere.

E lasciare ogni limite,

ogni blocco, ogni no.

Il modo più semplice per ordinare il libro di Alessandra Peluso è tramite bonifico: - 1) effettuare il bonifico all'IBAN IT 95 S 05216 10900 000000006324 (se eseguirai l'ordine diretto alla casa editrice indicando "Lietocolle di Michelangelo Camelliti" avrai diritto al 15% di sconto sul prezzo e le spese di spedizione gratis); 2) effettuato il versamento inviare a manuela.camelliti@hotmail.it una mail con in allegato la ricevuta di pagamento; 3) ricordarsi di inserire nella causale l'ordine che si desidera effettuare


“RADICAL CHIC” - IL NUOVO VIDEOCLIP TRATTO DA “MUDDHRICHE” DI MINO DE SANTIS



Ecco on line il  videoclip del nuovo singolo “Radica Chic” di Mino De Santis, diretto dal regista Gianni De Blasi

E’ disponibile online (ecco il link - https://www.youtube.com/watch?v=bLqZL6QPm4A)
il videoclip di “Radical Chic” di Mino De Santis, tratto dal suo recente album “Muddhriche”, edito da Ululati, etichetta discografica di Lupo Editore. Diretto dal regista Gianni De Blasi, il videoclip è stato girato nella splendida cornice del ristorante della libreria “Liberrima” di Lecce "All'Ombra del Barocco. “Radical Chic” si caratterizza per un testo ironico e pungente, nel quale il cantautore salentino non esita a mettere alla berlina un certo intellettualismo sterile, che a volte caratterizza una certa sinistra. Emerge così una critica, senza mezzi termini, a quanti “uomini e donne liberi dal bisogno, con le spalle sempre coperte da papà”,  “gente distinta e raffinata/figli di una sinistra acculturata/che mangia, parla, beve, scrive e fa opinione ma aspetta il popolo per la rivoluzione” disquisendo per ore “sui mali della terra, sulla miseria, sulla povertà”, come della “Palestina, la vivisezione, e poi il buddismo la contro religione. L’islam, la pace, i clandestini”, ed immancabile “poi la buona cucina”. “Radical Chic” è un esempio, dunque, di come il songwriting di Mino De Santis, partendo dalle radici della cultura salentina, si sia aperto verso un immaginario poetico e critico orientato verso temi di rilevanza sociale e politica.

Il radical chic più che l'opposto del pezzente è l'opposto del "bonacciu". Quest'ultimo chiacchierando ingenuamente nel bar del paese, sorseggiando Dreher con la salopet ancora sporca di tintura da parete, riesce a decostruire realmente e un sistema attraverso la propria stessa sincerità. Il pensiero “dellu bonacciu” è vivo ed attivo e conserva onestà. Il radical chic invece è piuttosto colui il quale maschera e fa del buonismo e della rivolta un atteggiamento modaiolo in cui la sincerità non trova più spazio. La cosa più grave è che questa gente attraverso l'ignavia e l' inazione lascia campo libero all'avanzata di gran parte dei mali sociali che paradossalmente criticano bevendo vino nei locali alla moda.
Gianni De Blasi


Muddhriche, il disco

“Chi si nutrirà di queste muddhriche, che lascio qui? Non sono gli avanzi, non sono gli scarti della vita, queste note. Sono il dono di chi mi ha cresciuto, mi ha allevato, mi ha librato nell’aria. “T’aggiu crisciutu cu lu pane e senza pane, muddhrica muddrica. Ti ho tirato su con tutto lo zelo possibile”. Risuona ancora nelle mie orecchie. Perché queste sono le briciole, ma sono anche il mio nutrimento, sono ciò che mi ha insegnato ad accontentarmi e godere delle cose piccole e belle. Come gli uccelli, che vivono un’esistenza intera appagati dai manuzzuli, così ho imparato a far tesoro di quello che la storia mi ha voluto regalare. Ci hanno lasciato le briciole, dice qualcuno, ma noi, uomini del sud, tanimu lu coriu tostu e de le muddhriche nde facimu pane”. Mino De Santis

Ogni qual volta si ascolta Mino De Santis, si hanno ben chiare le sue radici, la sua storia, le origini musicali e i suoi ascolti al juke box. La voce e l'ironia amara di De Andrè, ma anche l'impegno di Stefano Rosso o la compostezza di Paolo Conte. Ma per non abbandonarsi a facili semplificazioni, bisogna fermarsi un attimo e rimettere play.
Mino De Santis è a tutti gli effetti un fuoriclasse, unico nel suo genere perché ama ancora raccontare e lo fa come potrebbe fare un fotografo con le sue istantanee, un pittore impressionista nel fermare tutto su una tela o il saggio del paese nel riferire vizi e virtù della sua gente. Con dovizia e ironia.
Anche in questo terzo album "Muddhriche" prodotto dall'etichetta Ululati (Lupo Editore) si raccolgono piccoli momenti di vita quotidiana, come fossero proprio molliche minute ed essenziali, messe insieme per farne pane e nutrimento. Ci sono le "macchiette", i personaggi del paese: "Lu prete" scaltro e smaliziato o la "La bizoca e la svergognata", apparentemente diverse ma "le stesse e l'hanno sempre saputo".
C'è la bellezza e la malinconia degli "Anni" passati tra casa, chiesa e sogni di libertà ma anche il sud amaro dei "Pezzenti"(feat. Nando Popu / Sud Sound System), quegli immigrati trattati come animali tra "patruni e capurali", senza diritti o assistenza, pagati venti euro alla giornata me definiti lo stesso invasori.
E tra mandolino e fisarmonica, si continua a raccontare di quei "Radical chic", quelli bravi a dare definizioni, che hanno così poco da dire ma tanto da parlare.
A poco a poco le "Muddhriche" compongono il quadro di un uomo che, come ben rappresentato dalla copertina del disco, dall'alto, osserva, riconosce, cerca di individuare quelle briciole, le piccole cose che continuano a dargli godimento. È un carnevale di personaggi e situazioni, dove si respira a pieni polmoni l'aria scanzonata di un bonaccio che ama quello che compone perché è il suo modo di continuare a credere al sogno di anarchia.

Tracklist
1.Anni - 2. Fiche cu le mendule - 3. Radical chic - 4. Sutta ‘na chianta te chiapperu - 5. Lu preute - 6. Porta verde - 7. La pizzoca e la sbergugnata - 8. Ieu fazzu gezz - 9. Certi culi - 10. Pezzenti (feat. Nandu Popu) 11.Arbulu te ulie (bonus track)

Mino De Santis, note biografiche
Mino De Santis - La poesia di Fabrizio De Andrè, il ritmo di Paolo Conte, l’ironia “eretica” di Giorgio Gaber, il racconto disincantato di Stefano Rosso, una passione per la big band alla Renzo Arbore. Tutto questo in un solo cantautore: Mino De Santis. Molti di voi si  stanno chiedendo certo chi sia mai costui. I programmi televisivi non lo ospitano e le radio commerciali nazionali non  trasmettono le sue canzoni eppure stiamo parlando di un artista di valore eccezionale. Quando si racconta la biografia di un artista spesso si comincia dicendo “da giovane fece il minatore”, come Tom Jones, oppure “ha lavorato in fabbrica”, per Mino De Santis bisogna usare ancora il presente indicativo e dire: quando non fa concerti fa l’imbianchino oppure il contadino, accettando un po’ tutti i lavori che ha sempre fatto per vivere. Mino non è un ragazzino, è un quarantenne che ha sempre scritto canzoni principalmente per se stesso, per i suoi amici, per quel irrefrenabile bisogno di “raccontare la vita” che ogni vero artista sente bruciare dentro. Solo 3 anni fa  fa ha prodotto il suo primo cd “scarcagnizzu”, venduto solo attraverso i suoi concerti, passato di mano in mano mentre le sue canzoni era possibile ascoltarle su you tube.  A distanza di un anno  nel 2012 esce l'album "Caminante"  accompagnato dal videoclip di 8 minuti ( quasi un corto) "Lu ccumpagnamentu" diretto dal Regista Gianni De Blasi. A luglio 2013 esce "Muddriche" ed è la seconda produzione della nuova etichetta "Ululati" di Lupo editore, anche in questo caso è stato prodotto un videoclip con la partecipazione di Alessandro Haber e Nandu Popu dei Sud Soun System per il singolo "pezzenti" .

Un florilegio critico

“Un artista da seguire…” (Vincenzo Mollica, DoReCiackGulp! RaiUno)

“E’ un carnevale di personaggi e situazioni, dove si respira a pieni polmoni l’aria scanzonata di un bonaccio che ama quello che compone perché è il suo modo di continuare a credere al sogno di anarchia” (Raffaella De Donato)

“Allo sguardo di De Santis nulla sfugge, non un gesto, non una parola” (Raffaele Gorgoni, Tg3)

“Mino De Santis si fa notare per la sua verve ironica, da Gaber saletino” (Tommaso Ricci, Tg2)

“Attraversarsi le note come spettatore disincantato tra parole abusate e “tipi” di ogni giorno. Cerchi una briciola che nutra e la trovi nelle parole-musica, nei treni in partenza, nei colori di un fiore antico, nella voce calda, in un amore” (Sandrina Schito)

"Il Salento trova nuove parole, quelle puntute, del graffio autoriale. Anarchiche quanto basta per tener desto l'animo e l'occhio allo sguardo: quello dritto, che mai s'inchina e fa riverenza. Mino De Santis è così, ama il ridere, il soffio e lo spiffero. (Mauro Marino)

Mino De Santis è un ascolto che il tempo e la pratica portano a metabolizzare. Non è la risata di turno ciò che arriva e resta. Ma un ondulato senso di profondità che scolpisce immagini nella memoria e libera l'ascolto dalla superficialità attorno (Erika Sorrenti e Francesco Aprile)

Mino ha scritto una pagina di canzone popolare vera, del popolo del Salento che si libera dalla pur splendida prigionia del tamburello, dell'organetto e del violino e approda ad un linguaggio nuovo, fatto di dialetto e di italiano colto al volo, masticato, rimasticato e sputato fuori in una nuova forma di colostro, vero alimento con il quale crescere i piccoli. Musica accattivante, di uno che sa suonare la chitarra, la lascia nei suoi accordi semplici, quasi ondeggianti come un materassino gonfiabile sulla bonaccia (Pino De Luca)

Autoironico e impietoso … lo definirei un "verista" per come descrive la realtà sociale e soprattutto quella di tanta umanità. Ha il suo modo singolare di vedere la realtà e di declinarla in versi. E' un sognatore ingenuo e intellettualmente onesto. Insofferente a qualsiasi regola, non scenderebbe mai a compromessi, ha l'anima libera e resta anarchico anche quando non sarebbe il caso. Ha una singolare genialità, un'autentica vena artistica che differisce da qualsiasi accomodante musicalità "popolare" oggi cosi volgarmente e insopportabilmente stereotipata (Giuseppe De Santis)

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GALA ROMANOV - CASA IMPERIALE DI RUSSIA



 Bruxelles – 7 Dicembre 2013 – Palazzo d’Egmont. Nel quadro delle Celebrazioni per la ricorrenza del 400esimo Anniversario dell'ascesa al trono di Russia del primo Zar della Dinastia Romanoff Michele I nel febbraio 1613, che pose fine al cosiddetto periodo dei torbidi, S.A.I. il Granduca Ereditario Georgyi di Russia ha acconsentito a dare il suo patrocinio alla serata in Suo onore che si terrà a Bruxelles il 7 dicembre 2013 negli esclusivi locali del Palais d'Egmont antica dimora dei Principi d'Aremberg ed attuale sede del Ministero belga degli Affari Esteri. La serata di gala vedrà la partecipazione di differenti Ministri di Stato belgi, di uomini d'affari internazionali, del corpo diplomatico impersonato dagli Ambasciatori accreditati presso il Re dei Belgi nonché da vari esponenti delle Case Reali e dell'aristocrazia europea. La serata è organizzata dal Nobile Gregoire Tolstoj, discendente del grande scrittore russo Lev Tolstoj.



 Prenderanno altresì parte all evento:



LARS il Principe Laurent e la Principessa Claire del Belgio e SAR la Principessa Lea del Belgio, SAR il Principe Gioacchino Murat, LARS il Granduca e la Granduchessa Guillaume e Stephanie del Lussemburgo, Sua Maestà il Re Fouad II d'Egitto, SAR la Principessa Chantal di Francia, SAR il Principi Michele di Yugoslavia, SAR il principe ereditario Leka II di Albania, SAR il principe Paolo di Romania, SAR il Principe e la Carlo e la Principessa Camilla di Borbone delle due Sicilie, SAR la Principessa Maria Gabriella di Savoia, SAR la Principessa Yasmine El-Senussi di Libia, Membri della Casa Sovrana di Monaco, Principi della Casa dei Borbone Parma e della Real Casa di Prussia degli Hohenzolern, Membri della famiglia reale francese degli Orleans, Membri della Real Casa dei Bey di Tunisia, Membri della famiglia reale di Grecia, SAR il Principe Dimitri von Turn und Taxis, Membri della famiglia Imperiale e Reale di Asburgo-Lorena, La Principessa Galitzine.



Press Office Italia

 Studio Puggina

 Filippo Brunofilippo@studiopuggina.it

lunedì 25 novembre 2013

Xbox One: Invito

FESTIVAL DEL RIUSO: I NUMERI DI UN GRANDE SUCCESSO



Si è svolto ieri, domenica 24 novembre, presso il parco Trotter di Milano, il Festival del Riuso e del Baratto. Dalle 10 alle 17, più di 2000 persone e oltre 6000 oggetti scambiati.
Si è svolto domenica 24 novembre, al parco Trotter di Milano, presso il padiglione Grioli, il Festival del Riuso e del Baratto, patrocinato dal Comune di Milano. Leotron, partner di rete ONU (la rete nazionale degli operatori dell’usato) grazie al personale di Mercatopoli e Baby Bazar, insieme a Amsa e Federambiente, ha organizzato un festival per sensibilizzare al riuso che, complice anche il tempo, ha avuto un notevole successo. Alla fine di una giornata intensa, in sole 7 ore di manifestazione, sono stati scambiati più di 6000 oggetti con un’affluenza di circa 2000 persone. In sostanza, circa 15 oggetti scambiati al minuto, sottratti dalle discariche e tornati ad avere nuova vita. Hanno risposto con grande entusiasmo i milanesi all’ultima domenica della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, dedicata quest’anno al riuso. L’Unione Europea sottolinea spesso come il riutilizzo sia una delle pratiche più importanti tra quelle da attuare dagli stati membri per la riduzione dei rifiuti nell’ambiente. La direttiva UE del 2008 cita il riuso al secondo posto delle buone pratiche da svolgersi in questo senso e il Festival del Riuso, giunto alla sua seconda edizione, lo ha dimostrato.
L’Italia non è mai stato un paese particolarmente coinvolto nel mondo dell’usato ma, nonostante questo, la tendenza sta cambiando. Complice la crisi gli italiani hanno iniziato ad essere più attenti a quello che acquistano e i consumi si sono fatti più responsabili. L’UE stessa ha affermato che con il riuso si possono potenzialmente togliere dall’ambiente più del 10% dei rifiuti.
Il mercato dell’usato è in crescita, in Italia, sia in termini di numeri di aperture di negozi specializzati (i network Mercatopoli e Baby Bazar, organizzatori dell’evento, contano oltre 150 punti vendita in Italia, con un aumento del 10% delle aperture nel 2013) che in termini di fatturato (addirittura un +20% del comparto specializzato per l’infanzia).
“Organizzare un Festival del Riuso e del Baratto con gli operatori del settore ha voluto dimostrare l’importanza della selezione degli oggetti, che devono giustamente mantenere un valore. Abbiamo scelto, nonostante le molte iniziative di baratto diffuse nelle grandi città, di coinvolgere proprio i nostri negozi, per far percepire alla gente la professionalità di chi si interfaccia tutti i giorni con l’usato.” afferma Alessandro Giuliani, direttore dei network Mercatopoli e Baby Bazar e organizzatore dell’iniziativa insieme al suo staff di Leotron sas, membro di rete ONU, la rete degli operatori nazionali dell’usato. “Ci stiamo interfacciando a livello nazionale con il governo per ottenere una maggiore sensibilità verso questo settore e una normativa più omogenea e ci stiamo adoperando a livello locale per creare dei tavoli di collaborazione con le amministrazioni” continua Giuliani. “Il fatto è che, nonostante le direttive europee, in Italia c’è ancora molta resistenza e già il settore dell’usato in conto terzi si trova a doversi scontrare con una burocrazia non sempre coerente. Basti pensare che i negozi dell’usato, nonostante distraggano dalle discariche ingenti quantità di merci, vengono assoggettate a una normale attività commerciale per il pagamento della tassa sui rifiuti. Inoltre, sugli oggetti venduti, il gestore continua a pagare l’IVA al 22%, su merce che, si capisce bene, l’avrebbe già assolta”.
Il Festival del riuso, alla sua seconda edizione, si inserisce nelle dinamiche di collaborazione con il Comune di Milano, dal quale ha ottenuto il patrocinio. L’intento è quello di sensibilizzare la cittadinanza e portare dati certi sulla buona riuscita di manifestazioni come queste senza slegarle però da chi tutti i giorni si relaziona con il settore dell’usato, operando in negozi come Mercatopoli e Baby Bazar o in realtà simili, fino a chi realizza i mercati di piazza e alle cooperative che si occupano di sgomberi e riutilizzo. In Italia, un comparto che coinvolge oltre 80000 famiglie. Durante il Festival del Riuso del 24 novembre si sono presentate circa 2000 persone e sono stati scambiati oltre 6000 oggetti tra libri, oggettistica, piccoli elettrodomestici e abbigliamento. Se si fanno due conti, significa che in 7 ore di manifestazione si sono attivati 15 scambi al minuto, togliendo dall’ambiente quasi una tonnellata di rifiuti, potenzialmente. Dal contenuto delle schede di adesione si evince che in prevalenza sono stati portati capi di abbigliamento, bigiotteria e libri (rispettivamente per una percentuale del 40%, 15% e 20%) ma anche attrezzature per bambini, un importante numero di giocattoli (17%) e accessori di abbigliamento (8%).
Gli articoli non scambiati, così come succede nei negozi dell’usato dei marchi coinvolti, sono stati ceduti alle associazioni benefiche a cui si rivolgono i punti vendita, in particolare alla San Vincenzo. “L’usato è un settore con molte potenzialità, in parte ancora inesplorate. Diamo spesso per scontato che quello che a noi non serve più non posa avere altri utilizzi, mentre spesso, e lo dimostrano proprio i negozi dell’usato, possono trovare nuova vita in altre case, evitando di finire nelle isole ecologiche” conclude Giuliani “e il successo di iniziative come questa dimostra sempre di più la verità di queste affermazioni”. Per continuare a monitorare iniziative simili è stato creato il sito www.festivaldelriuso.it, sul quale è possibile iscriversi anche alla newsletter per tutti gli aggiornamenti sugli eventi futuri.

Silvia Signoretti – Ufficio stampa Leotron – Mercatopoli – Baby Bazar
0458031777 – 3479114365 – s.signoretti@leotron.com - info@festivaldelriuso.it  www.festivaldelriuso.it

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