Stefano Donno on twitter

giovedì 20 ottobre 2016

Pastorale Americana di Philip Roth (Emons:audiolibri)
























"Chi è pronto ad affrontare la tragedia e l'incomprensibilità del dolore? Nessuno. La tragedia dell'uomo impreparato alla tragedia: cioè la tragedia di tutti."
“Questo è un libro sulla memoria. Contro tutte le certezze che puoi avere su questa memoria”. Massimo Popolizio legge con coraggio Pastorale americana espandendo nella sua interpretazione, se possibile, l’epica del Romanzo di Philip Roth Premio Pulitzer nel ’97. Parola per parola, riga per riga, pagina per pagina, la prosa magistrale di Roth da un lato – ora narrazione pura, ora flusso di coscienza, ora incredibile parodia - e la voce sempre flessibile, sempre giusta di Popolizio dall’altro, danzano in equilibrio perfetto. Un’analisi dell’America attualissima, sociologica ma anche emotiva, un flusso potente che Massimo Popolizio “tenta di governare” – come dice – e che tra gli anfratti, le case borghesi, certe ritualità sociali che perpetriamo per pura noia, ci mostra il lato oscuro. Del singolo, della società, della vita.  E ci dimostra  in modo inequivocabile, ancora una volta, come si possano dipingere formidabili affreschi di un paese e di un’epoca secondo la migliore tradizione del romanzo moderno. Lo chiamavano “lo Svedese”, nel liceo di Newark, New Jersey. All’anagrafe era Seymour Levov, il ragazzo che tutti avrebbero voluto essere. Alto, biondo, atletico, ebreo, Levov eccelle nel baseball e – nell’ America degli anni ’50 – è destinato ad eccellere nella vita: il successo professionale, quello famigliare, la villetta borghese. Ma la lunga ed estenuante guerra del Vietnam squasserà l’America e coinvolgerà personalmente Seymour, nel modo più tremendo: l’amata figlia Merry, diventata una violenta radicale, sparirà con l’accusa di terrorismo. È il rovesciamento, la caduta, la fine senza appello dell’American dream che lo scrittore Nathan Zuckerman, abbagliato fin da ragazzo dalla solarità senza ombre dello Svedese, sente la necessità di narrare. Philip Roth ci mostra il lato oscuro in quello che è un grande romanzo politico ma anche emotivo. L’ affresco epico di un paese e di un’epoca in un libro sulla memoria. Lo chiamavano “lo Svedese”, nel liceo di Newark, New Jersey. All’anagrafe era Seymour Levov, il ragazzo che tutti avrebbero voluto essere. Alto, biondo, atletico, ebreo, Levov eccelle nel baseball e – nell’ America degli anni ’50 – è destinato ad eccellere nella vita: il successo professionale, quello famigliare, la villetta borghese. Ma la lunga ed estenuante guerra del Vietnam squasserà l’America e coinvolgerà personalmente Seymour, nel modo più tremendo: l’amata figlia Merry, diventata una violenta radicale, sparirà con l’accusa di terrorismo.
È il rovesciamento, la caduta, la fine senza appello dell’American dream che lo scrittore Nathan Zuckerman, abbagliato fin da ragazzo dalla solarità senza ombre dello Svedese, sente la necessità di narrare. L’affresco epico di un paese e di un’epoca in un libro sulla memoria.
Massimo Popolizio è attore teatrale e cinematografico. La lunga collaborazione con Luca Ronconi lo ha visto interprete di oltre trenta spettacoli del grande regista: dal Re Lear al Peer Gynt, fino alla recente Lehman Trilogy. Vincitore del Nastro d’Argento per il doppiaggio maschile in Hamlet nel 1996, tra le sue innumerevoli interpretazioni cinematografiche ricordiamo Romanzo criminale (2005), Mio fratello è figlio unico (2007), Il Divo (2008)  e Il giovane favoloso (2014). Per Emons ha già letto La morte a Venezia di Thomas Mann (2015).

DAL 27 OTTOBRE IN LIBRERIA IN CONTEMPORANEA CON L'USCITA DEL FILM PASTORALE AMERICANA letto da MASSIMO POPOLIZIO

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