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martedì 8 novembre 2016

Guida ai super robot. L'animazione robotica giapponese dal 1972 al 1980 di Jacopo Nacci. Dal 24 novembre per Odoya in libreria

























Il classico robottone giapponese, con le sue caratteristiche tipiche, è ormai un personaggio stabile dell’immaginario collettivo: e un gigante di metallo di notevole potenza distruttiva; e pilotato dall’interno dall’eroe della storia; quando l’eroe attiva specifiche armi ne grida il nome; l’eroe e il robot difendono la Terra da un nemico che vuole conquistarla; questo nemico invia sulla Terra diversi mostri, anch’essi giganteschi, che puntualmente il robot annienta; i mostri vengono mandati sulla Terra uno dopo l’altro, uno per ogni episodio. Così comincia la fenomenologia dei super robot giapponesi di Jacopo Nacci.
Dal seminale Astroganger fino all’ultimo eroe del capitolo “Il crepuscolo degli idoli”, ovvero Gundam le trame delle saghe di Grendizer (Atlas Ufo Robot), Great Mazinger, Jeeg, Raideen, Gattaiger, Zambot 3, Daitarn 3, Gackeen, Godam, Groizer X, Danguard, Balatack e affini sono raccontate ad una ad una, in ordine “di comparizione”. Ma il vero  “piatto forte” della pubblicazione è l’approfondimento culturale che Nacci dedica a ogni storia. Scopriamo così che, oltre alla retorica del duello bene-male, i cartoni animati giapponesi di super robot hanno trattato tematiche profonde come il ruolo della tecnica, quello delle catastrofi naturali, quello dell’apocalisse, del rapporto con l’alieno (prototipo per tutti i “diversi”), tradizione e innovazione, pacifismo-militarismo e quello dei rapporti di forza tra le generazioni.
Mazinger Z di Gō Nagai (1972) sarà responsabile di una canone che riguarderà molti super robot, anche non dello stesso autore. La dimensione mitologica da cui prende le mosse la trama è la dichiarazione di intenti dell’autore: «vorrei davvero farvi riflettere».
Jeeg, dello stesso autore, sarà invece uno sforzo di andare oltre la dinamica mitologica: la trama parla di una resa dei conti con il passato che è dentro di noi e che rende necessario un auto-superamento. In Gaikin, del 1976, troviamo invece una popolazione sull’orlo dell’abisso che costruisce un dio-computer per trovare la risposta al proprio assillo. Questo computer sarà il malvagio Darius che cercherà di conquistare la terra.  L’affascinante sorte del pianeta Zela è una metafora del rapporto umanità-fato che assumerà in alcuni episodi toni antimilitaristici propri dell’anno di produzione: 1976. E via di dio-computer in cannone a ioni, madri abissali, padri della tecnica, psicologia delle squadre e metafisica della guerra. Un libro denso e divertente, riccamente illustrato, che riporterà molti di noi ad alcuni pomeriggi delle elementari: sapevamo di stare assistendo ad un tale sfoggio di profondità poetica? No, ma ci bastavano anche solo come cartoni animati.

Jacopo Nacci è nato nel 1975 e abita a Pesaro. Scrittore, recensore, blogger, è autore dei romanzi Tutti carini (Donzelli 1997) e Dreadlock! (Zona 2011); ha partecipato al progetto collettivo Lo zelo e la guerra aperta (Cooperativa di narrazione popolare 2012). Il suo blog è www.yattaran.com

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