Stefano Donno on twitter

sabato 27 febbraio 2016

Caffè Trieste. Colazione con Lawrence Ferlinghetti di Olga Campofreda (Perrone)



"I giovani dovrebbero fare gli esploratori" scrive Lawrence Ferlinghetti, poeta laureato di San Francisco ed editore delle più grandi penne della Beat Generation. E la poesia, in questo caso, è il territorio più vasto in cui perdersi e trovarsi di nuovo. "Caffè Trieste" è insieme reportage narrativo, docu-fiction e guida poetica alla città di San Francisco: l'esplorazione geografica si intreccia a quella letteraria ed umana attraverso lo sguardo di una giovane scrittrice che intraprende un pellegrinaggio alla ricerca delle radici dei suoi miti. Dieci giorni a Frisco rincorrendo un incontro - quello con Ferlinghetti - che comporterà una serie di altri incroci inattesi: da Jack Hirschman e la sua Brigata di Poeti Rivoluzionari a Neeli Cherkovski, poeta, amico intimo e biografo di Charles Bukowski. Una serie di interviste che si stagliano nella storia come racconti, racconti che si lasciano leggere come parabole. Il Caffè Trieste, nel cuore di North Beach, è lo scenario nel quale tutto si muove attraverso una serie infinita di caffè ordinati e bevuti d'un sorso, sigarette accese e consumate, le suole contro l'asfalto, sempre, per arrivare fin dove si spinge lo sguardo, fin dove suggerisce la poesia. Si legge questo libro per conoscere i luoghi di Kerouac, Ginsberg, Bob Dylan attraverso le parole di chi li ha vissuti come testimone e si finisce, poi, per scoprire quanto altro oltre il mito sia sopravvissuto, sorpassandolo.

LE MIGLIORI SCENE DI LEONARDO DICAPRIO

Leonardo DiCaprio Wins Best Actor in a Drama at the 2016 Golden Globes

venerdì 26 febbraio 2016

Syntax Error Poetry by Stefano Donno : I remember ... a poetry dedied to Grigorij Perel'man by Stefano Donno

Syntax Error Poetry by Stefano Donno : I remember ... a poetry dedied to Grigorij Perel'man by Stefano Donno

Notturno cileno di Roberto Bolaño (Adelphi)



In questo, che è l'ultimo grande romanzo pubblicato in vita, Roberto Bolaño fa i conti una volta per tutte con la storia di quel Cile che non ha mai smesso di amare e odiare con identico furore.
«Ora muoio, ma ho ancora molte cose da dire. Ero in pace con me stesso. Muto e in pace. Ma all'improvviso le cose sono emerse». L'uomo che in una notte di agonia e delirio decide di ripercorrere la propria esistenza, per «chiarire certi punti», per smentire le «infamie» messe in giro su di lui da quel «giovane invecchiato» che da un pezzo lo perseguita coprendolo di insulti – ombra, o fantasma, o figura della sua innocenza perduta –, è stato un sacerdote, un membro dell'Opus Dei, e anche un poeta e un autorevole critico letterario. Ma è stato soprattutto uno che ha sempre badato a tenersi al riparo da ogni rischio, e per riuscirci si è piegato a molti compromessi, ha chiuso gli occhi dinanzi a molte nefandezze, si è macchiato di molte viltà. Ha accettato e svolto coscienziosamente incarichi bizzarri, come dare lezioni di marxismo a Pinochet e ai membri della sua giunta, e ha preso parte a squisite serate letterarie in una sontuosa villa, alla periferia di Santiago, nei cui sotterranei venivano torturati gli oppositori politici al regime. E adesso che le cose e i volti del suo passato gli turbinano davanti come sospinti da un soffio infernale, «si scatena la tempesta di merda». In questo, che è l'ultimo grande romanzo pubblicato in vita, Roberto BolanÞo fa i conti una volta per tutte con la storia di quel Cile che non ha mai smesso di amare e odiare con identico furore. Lo fa scegliendo, paradossalmente, il punto di vista di un personaggio equivoco e meschino, e riuscendo tuttavia a costruire, mediante la sua querula voce, un possente «romanzo-fiume di centocinquanta pagine».

Dalla A a laeffe - Guglielmo Scilla

Francesco De Gregori - Un angioletto come te (Sweetheart Like You)

Jesse Eisenberg: People Who Smile A Lot Are Deranged - CONAN on TBS

giovedì 25 febbraio 2016

Coney Island of the mind (A) di Lawrence Ferlinghetti (Minimum Fax)


























Pubblicata originariamente nel 1958, e da allora tradotta in tutto il mondo, "A Coney Island of the Mind" è l'opera più celebre del grande maestro della letteratura beat Lawrence Ferlinghetti, nonché a detta dei critici una delle raccolte poetiche più significative del Novecento. Irriverenti, psichedeliche, libertarie, queste quarantanove poesie nascono dalla volontà di rappresentare "senza censure le tragicomiche pagliacciate di quelle creature bipedi note col nome di esseri umani". E scavando nel significato delle piccole cose comuni ricompongono nel loro insieme ciò che annuncia il titolo: una "Coney Island mentale", un luna-park dell'anima.

Jeff Daniels on Craig Ferguson

Jim Carrey and Jeff Daniels Talk Dumb and Dumber To

mercoledì 24 febbraio 2016

I Settanta. Da William Burroughs ai Clash, da Allen Ginsberg a Patti Smith. Avventure nella controcultura di Barry Miles (Il Saggiatore)



Greenwich Village, 6 marzo 1970. Tre esplosioni in rapida sequenza sventrano l'elegante palazzo al numero 18 dell'Undicesima Strada Ovest; dalle fiamme escono, confuse ma illese, due ragazze seminude. Domato l'incendio, le forze dell'ordine trovano in cantina più di sessanta candelotti di dinamite, una bomba anticarro e tutto l'occorrente che sarebbe servito al gruppo terroristico Weather Underground per produrre altri ordigni. È l'atto di nascita degli anni Settanta e Barry Miles è a New York per registrarne i primi, turbolenti vagiti. Giornalista inglese sbarcato negli Stati Uniti per lavorare con i grandi della Beat Generation, Miles attraversa la decade più anticonformista e trasgressiva del Novecento e ne sperimenta in prima persona la genialità e gli eccessi. È l'epoca di sesso, droga e rock'n'roll; della cocaina, della pornografia, delle mode estreme; delle stravaganze notturne all'Hotel Chelsea, casa di poeti come Gregory Corso e musicisti come Bob Dylan e Patti Smith, e degli spettacoli drag delle Cockettes, il gruppo teatrale fondato da Hibiscus, alias George Harris, l'hippy con il dolcevita che in una storica fotografia infila un fiore nel fucile di un militare, fuori dal Pentagono. Ossessioni, provocazioni, conquiste. Ci sono tutti i Settanta in questo memoir: gli astri di quegli anni, come le stelle visibili a Manhattan durante il famigerato blackout del luglio 1977, bruciano con un'intensità che non accenna a spegnersi.

Jo Champa, 'Natale a Beverly Hills'

Intervista a Jo Champa

martedì 23 febbraio 2016

Tarantulae – La notte della Taranta di Maurizio Nocera (iQdB Edizioni di Stefano Donno) alla libreria Palmieri di Lecce






















Tarantulae – La notte della Taranta di Maurizio Nocera (iQdB Edizioni di Stefano Donno) sarà presentato presso la Libreria Palmieri in via Salvatore Trinchese n. 62  giovedì 25 febbraio 2016.  Start h. 18,30 . Presenteranno l’autore la giornalista Carla Petrachi e lo scrittore Raffaele Gorgoni
È da molto tempo che Maurizio Nocera si dedica alla ricerca sul Tarantismo (ne troverete testimonianza nella ricca bibliografia che chiude questo pamphlet), un modo per stare con i piedi, con le mani e con il pensiero nella Terra, con la sua Terra e con tutto il carico simbolico e magico che concima e cresce la particolarità salentina. In questo poema – “scritto a Badisco, forse in una notte d’agosto del 2015, davanti al mare che parlava alla luna”, Maurizio Nocera rende omaggio, a tre grandi personalità: il danzatore Giorgio Di Lecce, il tamburellista Uccio Aloisi, lo studioso Sergio Torsello. Loro, con la complessità del tarantismo, a vario titolo, hanno avuto a che fare, segnando la storia di questo fenomeno nella contemporaneità. Poi, “La Notte della Taranta”, la catarsi collettiva, il fascino e il richiamo di  una forma antica e il suo resistere al e nel Tempo. Il sibilare e il battere delle pelli dei tamburelli muove ancora il cercare… Non c’è quiete, tutto si fa ritmo, musica; quella anima del Salento, essenza del “sentire”, prima arte, sua intima poesia. La Notte di Melpignano di questo “sentire” è manifesto e laboratorio. C'è una Taranta, un “morso” necessario, quello che il tempo provoca con le sue storture: il brutto che invade, la precarietà, il disagio, la guerra sempre presente nelle cronache del Mondo. Un “morso” che chiama alla presenza. La musica di questo deve farsi carico. La catarsi della festa non è evasione, distrazione, dimenticanza, pausa. Nell'incanto della trance è sempre necessario trovare l'energia della consapevolezza. “Bellu l'amore e ci lu sape fare” canta la pizzicarella: un amore largo, vasto per quanta è vasta la terra. Accoglierla per intero significa portarla alla sua essenza di natura, d'Amore, appunto. Abbraccio che si oppone, resiste e tenta di trovare soluzioni, il passo possibile, la necessaria armonia. (Mauro Marino)

Maurizio Nocera è nato a Tuglie, nel Salento, nel 1947. Numerosissime le sue pubblicazioni e le iniziative editoriali che lo vedono coinvolto. E’ socio ordinario della Storia Patria per la Puglia dal 1980.
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