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mercoledì 15 febbraio 2017

Guida al cinema erotico e porno. Dal cinema muto ad oggi di Alessandro Bertolotti (Dal 3 marzo 2017 per Odoya)

Scordatevi You porn e Porn Hub, nel lato erotico della settima arte “i migliori registi creano un intreccio, per lo meno un’atmosfera, ritardando quanto più possibile l’evento tanto atteso: l’atto sessuale.  È la costruzione di una storia a creare le premesse necessarie per una delle principali molle erotiche: l’infrazione dei tabu". Sgombrato il campo dalle velleità del porno 2.0, l’autore ci conduce alla scoperta di una cultura cinematografica che ha origini antiche. Se nel 1913 spetta a Mario Caserini il primato italiano del genere, in Francia Ferdinand Zecca (uno dei fondatori della Pathé) firma Un drame à Venise (commedia condita con scene esplicite) già nel 1906. Les Vampires (1915) di Louis Feuillade, forse primo esempio di erotismo gotico, faceva impazzire Breton e i surrealisti, mentre furono numerosi i film espressionisti tedeschi innervati di sensualità e scene esplicite, uno tra tutti Ombre ammonitrici (Schatten – Eine nachtliche Halluzination, 1923) di Arthur Robison. Prima che il famigerato codice Hays (1930) venisse posto a freno, Hollywood aveva già le sue attrici erotiche d’elezione come Theda Bara e Mae West. E Tod Browning (ricordato per Freaks, recentemente ristrutturato e ridistribuito nelle sale) firmò il più inquietante melodramma erotico del cinema muto, ovvero Lo sconosciuto (The Unknown) nel 1927. Con lo svilupparsi della settima arte l’erotismo non venne accantonato ed è affascinante ritrovare la tematica in moltissimi capolavori che tutti abbiamo frequentato come Ultimo tango a Parigi, Eyes Wide Shut o nei film di Luchino Visconti. Come per moltissimi aspetti dell’esistenza, la rivoluzione dei costumi sessuali avvenne negli anni Sessanta. L’autore decide tra gli altri di valorizzare il lavoro di Nagisa Ōshima che, firmando capolavori come Racconto crudele della giovinezza (Seishun zankoku monogatari, 1960 Diario di un ladro di Shinjuku (Shinjuku dorobo nikki, 1968) e Ecco l’impero dei sensi, viene accostato per certi versi (poetica dell’incomunicabilità giovanile) ad Antonioni, mentre per altri (erotismo estetizzante) alle xilografie di Utamaro e Hokusai. Data una struttura a macro capitoli che comprende Passione, Matrimoni e Tradimenti, Primi amori, Orge e Sesso e Violenza, Bertolotti si sofferma sui mille rivoli del genere erotico, andando a mettere in luce anche, per fare un esempio, i primi film dedicati all’omosessualità. Spetta alla Germania e all’ l’Aufklarungsfilm, la casa di produzione che si occupava di tematiche scottanti come sesso e droga, l’onore di aver realizzato e distribuito il primo film a difesa della causa omosessuale ovvero Diverso dagli altri (Anders als die Andern, 1919), diretto da Richard Oswald. Ma tra i film dedicati all’erotismo omo si annoverano dei nomi eccellenti come Jean Genet con Un chant d’amour del 1950, o Andy Warhol o Rainer Werner Fassbinder… Non manca un fitto elenco di produzioni pornografiche post Gola Profonda (film che fece da spartiacque) e che videro il lavoro di grandi autori come Lasse Brown o Walerian Borowczyk e innovatori come Wakamatsue e John Stagliano. L’altro lato della collina e della produzione Hollywoodiana, ovvero quella che compete a questo volume, è anche nota per il gossip e i retroscena. Nota la comune parabola di Linda Lovelace (Gola Profonda) e Marilyn Chambers (Dietro la porta verde) dapprima star globali, in seguito autrici di discutibili e discussi memoir e infine drogate o alcolizzate…La storia di questo genere non è solo fatta di delicati film svedesi sui primi amplessi di biondi ragazzini... Una completa, ritmata e dotta cavalcata nei più stimolanti anfratti di un genere ormai trasfigurato che saprà appassionare esperti, amatori e amanti

Alessandro Bertolotti (1960), scrittore e regista (per la RAI), è considerato uno dei più grandi collezionisti di letteratura erotica. Autore di Livres de nus (2007), storia dei libri fotografici di nudo, pubblicato con successo in Francia, Italia e Stati Uniti. Nel recente Curiosa. La Bibliothèque érotique (2012) ha raccontato i libri più rari della sua collezione. Per Odoya ha già pubblicato Guida alla letteratura erotica (2015).


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